• Articolo Londra, 28 ottobre 2015
  • Fotovoltaico galleggiante, al via i lavori del super impianto europeo

  • Sorgerà sulle acque di un bacino artificiale e produrrà 2.7 GWh l’anno: è il fotovoltaico galleggiante più grande d’Europa. Il primato mondiale va invece alla Corea

Fotovoltaico galleggiante, al via i lavori del super impianto europeo

 

(Rinnovabili.it) – La Gran Bretagna è pronta sfidare il Giappone nel campo del fotovoltaico galleggiante. Sono partiti infatti nei pressi di Manchester i lavori per quello che, a regime, sarà l’impianto solare flottante più grande dell’Unione Europea. Realizzata dalla società idrica United Utilities sulle acque del serbatoi di Godey, la speciale centrale sarà dotata di ben 12mila moduli fotovoltaici distribuiti su una superficie di 45.500 metri quadrati; la produzione di energia pulita, circa 2.7 GWh l’anno, sarà utilizzata in loco dalla stessa società che spera in tal modo di ridurre i costi energetici e in questo modo di contribuire a mantenere basse le bollette dell’acqua dei propri clienti.

Nel progetto la United Utilities ha investito già 3,5 milioni di sterline e spera ora di riuscire a completare l’installazione prima di Natale, accedendo così all’attuale schema di incentivazione per il solare. I tagli imposti dal Governo britannico al fotovoltaico a partire dal 2016, infatti, stanno spingendo progettisti e sviluppatori di energie rinnovabili ad accelerare i propri programmi di lavoro. “Ci siamo posti l’obiettivo di auto-produrre il 35 per cento del nostro fabbisogno energetico entro il 2020, e questo progetto darà un contributo significativo”, ha commentato Chris Stubbs, responsabile energie rinnovabili a United Utilities. “Come parte della strategia energetica della United Utilities abbiamo identificato il serbatoio Godley come un luogo adatto per installare i moduli del fotovoltaico galleggiante e rifornire così le operazioni di trattamento delle acque con circa il 33 per cento del loro fabbisogno energetico.”

 

I vantaggi del fotovoltaico galleggiante

Impianti di questo tipo si compongono essenzialmente di tre elementi chiave: una base, generalmente costituita da tubi in polietilene, che garantisce il galleggiamento della struttura, una piattaforma di sostegno e i tradizionali moduli fv in silicio. Una simile scelta progettuale permette di superare alcuni degli svantaggi delle istallazioni tradizionali, a partire dal più scontato: il consumo del suolo. Inoltre, la presenza dell’acqua permette di realizzare un sistema di raffreddamento naturale e, abbassando la temperatura, è in grado di garantire che le celle non perdano di potenza per eventuali surriscaldamenti. In aggiunta, la superficie dell’acqua riflette i raggi solari, comportandosi come una sorta di concentratore a specchio: in questo modo i moduli possono catturare anche la luce riflessa aumentando ulteriormente la produzione.

 

In Corea l’impianto solare flottante da record

In realtà l’impianto britannico non riuscirà a spodestare quello nipponico e probabilmente non sarà neppure in grado di aggiudicarsi il secondo posto nella classifica mondiale. Stando a quanto annunciato proprio in queste ore dalla società LG CNS, l’impianto fotovoltaico galleggiante più grande al mondo è stato messo in funzione proprio in questi giorni a Sangju, in Corea. A regime il progetto asiatico produrrà 8,6 GWh in un anno, sufficienti ad alimentare 2.400 famiglie.

 

 

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