• Articolo Roma, 29 novembre 2016
  • Fotovoltaico integrato, anche l’occhio vuole la sua parte

  • Un nuovo metodo permette di valutare l’impatto estetico dei pannelli solari sugli edifici. Il progetto prenderà il via, nella pratica, già dal prossimo anno

Fotovoltaico integrato, anche l’occhio vuole la sua parte

 

(Rinnovabili.it) – “Vogliamo dimostrare che i pannelli solari possono essere integrati armoniosamente a livello urbano, anche in ambienti delicati, purché sia fatto lo sforzo necessario in termini di progettazione e costi”. Così, Maria Cristina Munari Probst, architetto e ingegnere presso il Politecnico di Losanna EPFL, presenta il nuovo progetto di armonizzazione estetica del fotovoltaico integrato. Con il collega Christian Roecker, Probst ha sviluppato un nuovo metodo per valutare l’impatto visivo dei pannelli e, a seconda del sito di destinazione, fissare standard estetici da rispettare.

“Oggi, le persone tendono a istallare i pannelli solari senza pensare all’impatto estetico sugli edifici esistenti”, spiega Probst. Ma dove è presente un patrimonio artistico, storico o ambientale da preservare, si deve procedere con maggiore cautela. Molti comuni italiani hanno risposto al problema con precisi vincoli architettonici, ma altrove la situazione è diversa.

 

Fotovoltaico integrato, anche l’occhio vuole la sua parte

 

Il nuovo sistema nato nei laboratori dell’EPFL fornisce un metodo di valutazione della destinazione d’uso per le autorità comunali (e cantonali) competenti che facilità la pianificazione e l’accettabilità di impianti solari. LESO-QSV, questo il nome del progetto, si basa sul nuovo concetto di “criticità architettonica” delle superfici urbane. Secondo tale concetto, si valuta l’accettabilità dei pannelli solari a seconda della sensibilità del contesto urbano in cui sono le loro superfici e la visibilità dallo spazio pubblico. Più alto è il livello di “criticità” – come ad esempio la facciata di un grande edificio storico – più enfasi verrà posta una progettazione integrata armonica. Più è basso, come ad esempio su un tetto piano di una fabbrica in una zona industriale, minori saranno i criteri da seguire. Il metodo LESO-QSV può essere utilizzato per valutare gli impianti fotovoltaici attraverso tre criteri semplici e oggettivi: la geometria del progetto, la materialità e la struttura modulare. Questi elementi forniscono un quadro di riferimento per valutare come inserire armoniosamente l’installazione nel contesto urbano circostante.

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