• Articolo Pechino, 12 dicembre 2011
  • Problemi in casa del “gigante solare”

    Fotovoltaico, la Cina dimezza la sua produzione

  • Un nuovo rapporto sostiene che il 50% delle aziende solari cinesi hanno cessato la propria produzione e il 30% è stata costretta a dimezzarla

(Rinnovabili.it) – Circa la metà delle imprese cinesi operanti nel segmento fotovoltaico hanno interrotto la produzione. Il dato è stato fornito dal cinese Guangzhou Daily che cita l’ultimo rapporto di Digitimes Research. Secondo la società d’analisi infatti, la ormai cronica sovrapproduzione del settore cinese, unitamente alla rapida e consistente discesa dei prezzi di vendita, ha portato la metà delle fabbriche a fermare le proprie macchine e circa il 30%  a dimezzare la propria capacità produttiva. Ad incidere sono stati soprattutto i costi di produzione maggiorati che le imprese si sono trovate ad affrontare dopo l’incidente della JinkoSolar. Lo scorso 17 settembre la fabbrica di Haining, uno dei due impianti di produzione della società, aveva sospeso la sua attività dopo la scoperta di una perdita di fluoro da uno dei suoi magazzini di stoccaggio dei rifiuti solidi. L’episodio ha inevitabilmente determinato un aumento dei controlli e dei vincoli ambientale per le altre compagnie nel tentativo di prevenire qualsiasi danno accidentale.

Ma se da un lato la produzione cala, dall’altro il dato dell’export continua a crescere. Costi competitivi, prezzi bassi e le strategie di marketing di successo hanno infatti reso in questi anni le aziende del Repubblica popolare al primo posto sul mercato internazionale per spedizioni di ingenti ordini verso Germania, Stati Uniti e Italia. Secondo la Digitimes Research, le esportazioni di moduli fotovoltaici a partire da aziende di primo livello come Suntech, Yingli, Trina Solar, LDK, Canadian Solar, Hanwha SolarOne, Jinko Solar e Renesola  hanno toccato, nella sola prima metà di quest’anno, il valore record di 4.2 GW, pari ad un incremento del 75% annuo. Le spedizioni hanno avuto come meta finale soprattutto i mercati europei, nonostante la percentuale di vendite sia diminuita.