• Articolo Nuova Delhi, 1 marzo 2018
  • Inaugurato in India il fotovoltaico più grande al mondo

  • Con i suoi 2 GW di capacità, la centrale solare di Pavagada batte la concorrenza cinese e permette al governo di testare nuove forme di contratto locale

fotovoltaico più grande mondo

 

Shakti Sthala è da oggi l’impianto fotovoltaico più grande al mondo

 

(Rinnovabili.it) – Non è più la Cina a possedere l’impianto fotovoltaico più grande al mondo. Il titolo le è stato “scippato” dall’altro grande concorrente asiatico che ha fatto dell’energia solare uno dei principali assi del suo sviluppo energetico: l’India. Ci troviamo a Pavagada, nello stato sud-occidentale del Karnataka. Qui il ministro dell’Energia DK Shivakumar ha inaugurato stamane ‘Shakti Sthala’, la gigantesca centrale fotovoltaica da 2 GW di potenza. Un progetto impressionante e non solo nella capacità (che supera di ben 500 MW il cinese Tengger Desert Solar Park, l’ex fotovoltaico più grande al mondo). Realizzarlo ha richiesto, infatti, 165 miliardi di rupie, ossia circa 2,53 miliardi di dollari, attivando un programma di leasing unico nella storia India: anziché comprare le terre – il progetto si estende su 5.261 ettari – il governo ha stipulato un contratto d’affitto con gli agricoltori locali la cui attività è stata messa in questi anni in crisi dal grave deficit idrico. Solo nel 2017, infatti, le precipitazioni si sono ridotte del 37% nello Stato e i mutamenti climatici in corso fanno intravedere un futuro ancora più aspro.

 

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“Pavagada nel distretto di Tumakuru è una delle aree più aride [del Paese]. Negli ultimi cinquant’anni oltre 10.000 persone sono state costrette a migrare annualmente da Pavagada. Nell’ambito di questo progetto, gli agricoltori saranno trattati come partner e beneficiari”, ha affermato il ministro Shivakumar durante l’inaugurazione.

I 2.300 coltivatori coinvolti riceveranno un compenso di 21.000 rupie (circa 322 dollari) per acro. “In questo scenario – spiega Mudit Jain, consulente di Bridge to India a PV Tech – il coltivatore continuerà a possedere la terra dopo la chiusura della centrale e il costo totale sarà frammentato nel corso degli anni piuttosto che essere addebitato tutto in anticipo”.

 

A stupire è anche il tempo di realizzazione: la centrale è stata concepita, progettata e costruita in appena tre anni. I lavori sono stati affidati alla Karnataka Solar Power Development Corporation Limited, una joint venture tra Solar Energy Corporation of India (SECI) e la compatriota KREDL. I 2 GW di capacità sono stati ovviamente suddivisi in otto lotti da 250 MW ciascuno. Ma lo Stato del Karnataka è abituato ormai da tempo a questa corsa al sole: in soli 4 anni la capacità fotovoltaica complessiva, installata sul territorio, è passata da 14mila MW a oltre 23mila MW.

 

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