• Articolo Seoul, 21 giugno 2016
  • Fotovoltaico coreano, così sottile da arrotolarlo su una penna

  • E’ spesso solo un micrometro il thin film fotovoltaico realizzato in un laboratorio della Corea del Sud. Potrebbe essere la nuova promessa dell’elettronica indossabile

Fotovoltaico coreano, così sottile da arrotolarlo su una penna

 

(Rinnovabili.it) – Molto più sottile di un capello umano, ma allo stesso tempo resistente e perfettamente efficiente anche se piegato su se stesso. Sono queste le caratteristiche del nuovo fotovoltaico a film sottile prodotto l’Istituto Scienza e Tecnologia di Gwangju in Corea del Sud. In questo caso il materiale di partenza è stato l’arsenurio di gallio (GaAs), un semiconduttore inorganico da tempo impiegato nel comparto del fv thin film. La differenza con altri lavori è che ora il team di ingegneri, guidati dal professore Jongho Lee, ha superato gli attuali limiti di flessibilità.

 

“Il nostro fotovoltaico ha uno spessore di circa 1 micrometro”, ha spiegato Lee, ricordando che non solo il fotovoltaico tradizionale in silicio è solitamente centinaia di volte più spesso, ma che lo stesso solare thin film non raggiunge queste misure (è dalle 2 alle 4 volte superiore).

Per raggiungere un simile risultato i ricercatori hanno prodotto minuscole e ultra sottili celle di GaAs stampandole direttamente su un substrato polimerico flessibile, senza utilizzare adesivi o altri materiali di raccordo. Le celle sono state quindi “saldate a freddo” all’elettrodo presente sul substrato, applicando una pressione a 170 gradi centigradi e sciogliendo sullo strato superiore un materiale foto reattivo. Quest’ultimo si comporta come un adesivo temporaneo ed è stato successivamente rimosso per lasciare scoperto il legame metallico.

 

Lo strato inferiore del metallo, inoltre serve anche come riflettore per catturare e reindirizzare i fotoni persi nuovamente sulle celle. I ricercatori hanno testato l’efficacia del dispositivo nel convertire la luce solare in elettricità scoprendo che le performance erano perfettamente paragonabili a thin film solari più spessi. Il team ha anche eseguito prove di flessione dimostrando di poter avvolgere le celle  intorno ad un raggio più piccolo 1,4 millimetri. I risultati, pubblicati questi giorni sulla rivista Applied Physics Letters, aprono le porte alla fabbricazione di futuri moduli perfettamente integrabili nei vestiti o a dispositivi elettronici indossabili.

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