• Articolo Cambridge, 10 febbraio 2012
  • La ricerca è stata condotta da un team di scienziati del ‘Cavendish Laboratory’ all’Università di Cambridge

    Più energia dalla luce grazie alle celle ibride

  • I moduli del futuro potranno catturare tutti i differenti colori dello spettro solare e convertire più del 34% di energia in elettricità disponibile

(Rinnovabili.it) – “Dalla luce rossa a quella blu”. Le nuove celle solari sviluppate grazie agli studi di alcuni scienziati del Cavendish Laboratory del Dipartimento di Fisica all’Università di Cambridge avrebbero la capacità di assorbire sia gran parte dell’energia principale proveniente dal sole (luce rossa) sia quella che generalmente viene dispersa sotto forma di calore dai “modelli tradizionali” (luce blu). Un modello di celle ibride più efficienti quindi, in grado di catturare tutti i differenti colori di luce e di convertire più del 34% di energia solare in elettricità disponibile.

La ricerca condotta in particolare del team guidato dal professor Neil Greenham e da Richard Friend e pubblicata ieri dalla rivista scientifica Nano Letters potrebbe migliorare di molto la quantità di energia utile creata dai pannelli solari: i moduli attuali infatti, assorbendo energia dalle particelle di luce, generano solitamente un singolo elettrone per ogni fotone catturato. Tuttavia, aggiungendo il “pentacene”, (un semiconduttore organico), le nuove celle solari sarebbero capaci di generare due elettroni per ogni fotone dallo spettro di luce blu. Ciò potrebbe quindi permettere alle celle ibride di catturare il 44% dell’energia solare in arrivo. Secondo gli scienziati – “Le celle solari organiche e ibride hanno un vantaggio rispetto alla tecnologia basata sul silicio, perché possono essere prodotte in grandi quantità e a basso costo; tuttavia, gran parte del costo di una centrale elettrica solare consiste nel terreno, nel lavoro, e  nell’hardware di installazione.” “ Come risultato – concludono gli esperti – anche se i pannelli solari organici sono meno costosi, abbiamo bisogno di migliorare la loro efficienza per renderli competitivi.”