• Articolo Milano, 3 aprile 2012
  • Natalizia: «Con 7 mld di spesa all’anno, coperto il 10% della domanda elettrica nazionale»

    GIFI/ANIE: gli incentivi non sono un costo, ma un investimento

  • Allineato alla posizione del Ministro Clini, il Presidente Valerio Natalizia difende il fotovoltaico, un settore necessario all’indipendenza energetica e allo sviluppo del nostro Paese

(Rinnovabili.it) – “La campagna mediatica sui costi del fotovoltaico è strumentale e di parte. Non si possono sottolineare i costi delle rinnovabili e ignorarne i vantaggi”. Questo il commento del Presidente di GIFI/ANIE, Valerio Natalizia, sulla posizione assunta dal Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, a favore di un settore che nel solo 2011 ha generato un volume di investimenti pari a 40 miliardi di euro, con un gettito IVA che ha raggiunto i 4 miliardi di euro. Nel confronto tra combustibili fossili e rinnovabili, l’associazione ha specificato come nel primo caso vengano spesi ogni anno circa 60 miliardi di euro, mentre nel secondo caso siamo intorno a 7 miliardi di euro di costi all’anno, un investimento grazie al quale l’Italia riesce a soddisfare il 10% della domanda elettrica nazionale, oltretutto con una fonte che non viene importata dall’estero ed è al contempo pulita e non onerosa. Natalizia ha ricordato anche i vantaggi in termini occupazionali che il fotovoltaico ha creato negli ultimi 5 anni (100.000 posti di lavoro creati, di cui “20.000 addetti diretti e con età media inferiore ai 35 anni”).

Ma si potrebbe fare di più per far sì che il settore possa evolversi in maniera stabile. Il limite allo sviluppo e all’innovazione del sistema elettrico italiano, infatti, è rappresentato secondo Natalizia dalla poca flessibilità degli impianti di produzione centralizzata. “Solo promuovendo nuove tecnologie energetiche e infrastrutture di rete innovative – ha dichiarato Natalizia – si generano investimenti, si creano posti di lavoro, competitività ed indipendenza energetica dalle instabilità geopolitiche”. Un’ultima riflessione sulla bolletta elettrica che, secondo il Presidente di GIFI/ANIE, andrebbe ripulita da tutti quegli oneri impropri, quali costi per le fonti assimilate, per il nucleare e per gli sconti concessi alle grandi industrie (come le acciaierie), che gravano sui cittadini e non generano né innovazione né competitività.