• Articolo Tokyo, 22 gennaio 2016
  • Il fotovoltaico galleggiante più grande del mondo sarà in Giappone

  • Sorgerà sulle acque della diga Yakamura e con una produzione di oltre 16mila MWh nel 2018 conquisterà il primato mondiale

Il fotovoltaico galleggiante più grande del mondo sarà in Giappone

 

(Rinnovabili.it) – Sono iniziati in Giappone i lavori dell’impianto fotovoltaico galleggiante più grande al mondo. Un gigante da 13,7 MW adagiato sulle acque della diga Yakamura, che a regime scipperà il primato alla centrale coreana fino ad oggi detentrice del titolo. Dietro al progetto c’è una joint venture, quella stretta tra la Kyocera Corporation e la connazionale Century Tokyo Leasing Corporation e ribattezzata Kyocera TCL Solar LLC.

La nuova realtà imprenditoriale ha già aperto i cantieri dopo il via libera ricevuto dalla agenzia pubblica di gestione dei servizi idrici. Se tutto procederà secondo i piani, il taglio del nastro del fotovoltaico galleggiante più grande del mondo avverrà a marzo 2018. Per allora le acque del serbatoio idroelettrico di Yakamura (nella prefettura di Chiba) saranno coperte per un’ampiezza di 180.000 metri quadrati da ben 51mila moduli solari firmati Kyocera. Il sistema ha più di un vantaggio: è in grado di ridurre l’evaporazione dell’acqua e la crescita delle alghe grazie all’ ombreggiatura. Le piattaforme galleggianti, inoltre sono completamente riciclabili, resistenti alla corrosione e progettate per resistere a qualsiasi stress fisico, tifoni compresi.

 

A regime la centrale produrrà una media di 16.170 MWh l’anno, un quantitativo di elettricità sufficiente ad alimentare circa 4.970 case giapponesi. Tradotto in “termini ambientali” questo significa riuscire ad evitare all’atmosfera circa 8170 tonnellate di CO2  ogni anno, grazie al risparmio di ben 19.000 barili di petrolio.

 

A guarda bene però, per Kyocera TC Solar non si tratta del primo impianto di questo tipo: nel mese di marzo dello scorso anno, la jv ha già allacciato alla rete elettrica nazionale due centrali solari galleggianti  da 1,7 e 1,2 MW, seguite dopo poco dall’inaugurazione di una terza istallazione da 2,3 MW di potenza. La società sembra aver aperto una nuova strada per la tecnologia solare in netta contrapposizione con le istallazioni a terra. In realtà si tratta quasi di una scelta obbligata: l’impulso dato dal Governo giapponese al settore fotovoltaico, ha permesso in breve tempo una rapida diffusione della tecnologia su scala utility, diminuendo in maniera sensibile la quantità di terreno “libero” adatto alle grandi istallazioni. Gli enti pubblici stanno dunque favorendo soluzioni alternative preferendo aree di destinazione come ex-discariche, bacini idrici o campi da golf inutilizzati.

2 Commenti

  1. Giorgio Osti
    Posted gennaio 22, 2016 at 7:24 pm

    certo che in Giappone devono proprio essere a corto di spazio per utilizzare gli specchi d’acqua per i pannelli. si vede che i tetti delle case sono meno adatti. Lo dico con vaga ironia. Nell’articolo si parla di effetti secondari ambientali (l’ombra che riduce la proliferazione di alghe. Non so mi lascia perplesso. Vedrei invece più plausibile che i promotori di questo progetto sono dentro un percorso tecnologico-finanziario che rende più facile posare pannelli sull’acqua piuttosto che sui tetti. Ai tecnici l’ardua sentenza.

    • stefania
      Posted gennaio 22, 2016 at 7:36 pm

      E’ a corto di spazio se si tratta, come scritto nel testo, di impianti su scala utility, quindi di grosse dimensioni. L’acqua permette inoltre di raffreddare i moduli e di conseguenza di aumentare la produzione, dato confermato dalla stessa Kyocera per i primi impianti già in funzione.

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