• Articolo Potenza, 8 febbraio 2012
  • 32 impianti pv a servizio del sistema idrico lucano

    In Basilicata all’acqua ci pensa il sole

  • Accordo tra Regione, Aato Acqua, Acquedotto Lucano e Società energetica lucana. Al via la costruzione di mini impianti per dare energia al sollevamento dell’acqua dai luoghi di accumulo e captazione

(Rinnovabili.it) – Ridurre e razionalizzare la spesa energetica regionale nella gestione del Servizio Idrico Integrato. Con questo obiettivo è stato firmato ieri l’Accordo di programma “Sole per Al”, progetto di solarizzazione degli impianti idrici regionali avviato da Regione, Aato Acqua, Acquedotto Lucano e Società energetica. La collaborazione tra i firmatari dell’intesa permetterà di risolvere un’esigenza peculiare del territorio; regione ricca di risorsa idrica, la Basilicata è caratterizzata da enormi dislivelli che comportano la necessità del “sollevamento” dell’acqua dai luoghi di accumulo e captazione alle destinazioni montane. Per ovviare al problema in maniera sostenibile, sia per il bilancio regionale che per l’ambiente, è stato sviluppato un modello in grado di abbattere i costi del servizio idrico e di ammortizzare l’investimento grazie all’impiego ragionato delle fonti rinnovabili.

Acquedotto lucano offrirà le superfici disponibili presso i propri impianti (potabilizzatori, vasche di accumulo, depuratori, ecc.) dove Società Energetica Lucana provvederà a realizzare 32 impianti fotovoltaici ciascuno tra i 19,6 ei 392 kW di potenza, finanziando l’operazione in parte con fondi propri (6 milioni di euro), in parte con fondi messi a disposizione dalla Regione a valere sul Programma operativo europeo Fesr. In totale saranno realizzati 32 impianti in vari centri della Regione, Con una potenza totale 3,2 MW le istallazioni solari dovrebbero garantire una produzione annua di oltre 4,16 GWh, garantendo un risparmio di più di un milione.

“L’operazione di oggi – ha commentato il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo – consentirà di abbattere i costi di sollevamento, che rappresentano quel differenziale per cui una regione ricca d’acqua deve sostenere una spesa per garantire il servizio idrico superiore a chi, ricevendo da noi la materia prima e pagando la relativa tariffa all’ingrosso, è avvantaggiato nella distribuzione dalla forza di gravità. Si tratta di un’operazione che solo due realtà di emanazione pubblica potevano fare, e sono riuscite a farlo mettendo in piedi un meccanismo che porterà utili e risparmi a entrambe le realtà, con un vantaggio conseguente per i cittadini lucani. Per noi la soddisfazione di averci visto giusto nel costruire questo modello”.