• Articolo Lussemburgo, 14 maggio 2012
  • Prende il via SCALENANO project

    La nanotecnologia al servizio del solare europeo

  • Il progetto, con un budget totale di 10 milioni di euro, mira a realizzare una svolta nel rapporto costi-efficienza dei dispositivi fotovoltaici e moduli basati sulla tecnologia a film sottile

(Rinnovabili.it) – Sviluppare celle e moduli fotovoltaici più efficienti ed economicamente più convenienti continua ad essere una delle priorità dell’Unione Europea. Per aiutare ad indirizzare al meglio sforzi ed impegni in questa direzione è nato il progetto SCALENANO (Development and scale-up of nanostructured-based materials and processes for low-cost high-efficiency chalcogenide-based photovoltaics’) a cui sono già stati assegnati ben 7,5 milioni di euro nell’ambito del Settimo programma quadro dell’UE (7 ° PQ). Guidati dall’Istituto per la ricerca energetica della Catalogna , i partner dell’iniziativa stanno sviluppando e scalando nuovi processi basati su materiali nanostrutturati per la generazione di dispositivi solari ad alta efficienza, meno costosi e che soddisfino i requisiti di produzione di massa.

Il team, composto da esperti provenienti da Francia, Germania, Ungheria, Italia, Lussemburgo, Svizzera e Regno Unito, sta attualmente impiegando sofisticati strumenti di ricerca per esaminare le modalità con cui ottimizzare il processo di combinazione e cottura dei prodotti chimici, per creare i materiali richiesti dalle celle solari. Sotto i riflettori della squadra di SCALENANO finiranno i calcogenuri in CIGS (Cu (In, Ga) Se 2) impiegati per realizzare fotovoltaico a file sottile di ultima generazione. Allo scopo verrà impiegato un forno di ricottura termica rapido, che riducendo il tempo richiederà anche meno energia abbassando i normali costi di produzione. “Siamo entusiasti di iniziare e siamo fiduciosi di avere gli strumenti e la capacità per contribuire in modo significativo all’innovazione”’, ha commentato Phillip Dale dell’Università di Lussemburgo. “Siamo ansiosi di collaborare con i nostri partner di ricerca”.