• Articolo Bruxelles, 13 giugno 2019
  • Rinnovabili: 50 grandi aziende chiedono una legislazione PPA-friendly

  • Multinazionali e utilities si uniscono a Re-Source per chiedere alla Commissione Europea di rimuovere le barrire ai contratti di lungo termine per la compravendita di energia pulita

PPA multi-tecnologici

 

Nessuno dei Piani energia e clima degli Stati membri apre le porte ad legislazione PPA-friendly

(Rinnovabili.it) – Una legislazione PPA-friendly, che favorisca gli accordi tra chi produce energia pulita e chi l’acquista. Questa la richiesta contenuta nella missiva recapitata in questi giorni alla Commissione europea. A scriverla è stata la RE-source, la prima piattaforma europea multi-stakeholder a riunire gli interessi degli acquirenti e quelli dei venditori di rinnovabili, che ha raccolto per l’occasione l’adesione di una cinquantina di gradi nomi industriali. Parliamo di colossi aziendali del calibro di Amazon, BT, Decathlon, Facebook, Google, Heineken e Microsoft, realtà sempre più attive nel campo delle green energy.

 

Nella lettera, indirizzata ai commissari dell’UE Miguel Arias Cañete (Azione per il clima) e Maroš Šefčovič (Unione dell’energia), i firmatari concentrano l’attenzione su uno degli elementi più promettenti per l’attuale sviluppo delle rinnovabili: i PPA (Purchase Power Agreement) aziendali. Questo tipo di accordi mette direttamente in contatto i produttori con i grandi consumatori, permettendo ai primi di fornire energia per un lungo periodo ad un pezzo predefinito. I proprietari di impianti rinnovabili possono così eliminare i gravosi oneri di sbilanciamento e per entrambi sono neutralizzati gli effetti dei movimenti del prezzo di mercato.

La forte stabilità delle entrate e la prevedibilità dei prezzi energetici rende i PPA aziendali una proposta interessante sia per i progetti esistenti che per le nuove costruzioni in un mondo post-sussidi.

 

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Nonostante il crescente interesse per l’approvvigionamento aziendale di energia rinnovabile in Europa, il potenziale dei contratti PPA rimane in gran parte inutilizzato. Attualmente, solo un numero limitato di grandi attori del settore sono coinvolti nella fornitura di fer e gli attuali quadri normativi nazionali non sembrano essere orientati a risolvere il problema.

Ecco perché RE-Source ha deciso di rivolgersi all’esecuivo UE. La missiva, afferma che pochissimi Stati dell’UE si sono mossi per approvare una legislazione PPA-friendly nonostante siano obbligati a farlo dal pacchetto sull’Energia pulita.

 

Secondo i firmatari, solo due dei PNIEC valutati sino ad oggi menzionano tali accordi. E “nessuno”, afferma la lettera, risulta conforme alla nuova legislazione comunitaria.

“Vi esortiamo a dare la priorità alla rimozione delle barriere normative ai PPA rinnovabili aziendali come parte delle vostre imminenti raccomandazioni agli Stati membri sulle loro bozze di piani nazionali per l’energia e il clima, in modo che il loro potenziale possa essere realizzato – si legge nella lettera -. Queste raccomandazioni devono essere chiare, fattibili e specifiche paese per paese”.

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