• Articolo Roma, 30 maggio 2012
  • Audizione dell’audizione sulla Strategia Energetica Nazionale

    Lelli: rinnovabili, maggiore spesa pubblica su R&S

  • Il Commissario dell’Enea è stato ascoltato oggi dalla Commissione Industria del Senato. Al centro dell’audizione le possibili evoluzioni del sistema energetico italiano

(Rinnovabili.it) – E’ stato ascoltato oggi dalla Commissione Industria del senato il commissario Enea, Giovanni Lelli, nell’ambito dell’audizione sulla Strategia Energetica Nazionale. La procedura informativa avviata da Palazzo Madama ha raccolto il documento dell’Agenzia sulle possibili evoluzioni del sistema energetico italiano con riferimento a tre distinti scenari elaborati. “Ritengo – ha sottolineato Lelli – sia fondamentale puntare su politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, considerando lo stretto legame tra energia, ambiente ed economia per definire una strategia di sviluppo economico sostenibile”.

Il commissario ha illustrato come la green economy possa rappresentare per il BelPaese un’occasione per uscire dalla crisi economica e come in Italia lo sviluppo delle rinnovabili abbia seguito gli stessi orientamenti di altri paesi europei faccia i conti oggi con un profondo gap nel settore Ricerca e sviluppo in termini di mancati o inadeguati finanziamenti. Di conseguenza la nazione si è mostrata carente nella capacità di stimolare e sostenere nuove filiere industriali. “Nel fotovoltaico, l’andamento del deficit commerciale dell’Italia è stato caratterizzato da un notevole aumento delle importazioni ed è risultato sempre più divergente dalla media europea. Nel 2010, si è raggiunto, infatti, un deficit superiore a 11 miliardi di dollari correnti, di cui un quarto è da attribuirsi all’interscambio con la Germania”, si legge nella nota stampa. Un disavanzo commerciale che sta frenando lo sviluppo nazionale a cui si può porre rimedio con “una maggiore spesa pubblica in ricerca e sviluppo e su politiche industriali volte a orientare la specializzazione produttiva del Paese verso settori a maggiore intensità tecnologica”.