• Articolo Columbus, 3 settembre 2012
  • Ricerca pubblicata sul Journal of Experiments Visualizzato

    Nanocristalli per creare elettricità e idrogeno

  • Dalla ricerca statunitense, il nuovo approccio alla produzione energetica verde grazie alla sintesi di materiali optoelettronici dalle duplici potenzialità

(Rinnovabili.it) – L’energia solare sta lentamente superando tutti i suoi limiti. Il settore è riuscito a migliorarne l’efficienza, a ridurne i costi, e a dare nuova vita moduli e celle a fine ciclo. Tra i traguardi che ancora mancano all’appello però c’è il riuscire a rendere i prodotti fotovoltaici più longevi combattendo fenomeni come il surriscaldamento e la degradazione dei materiali. Ad affrontare il problema attraverso un’innovativa soluzione è il lavoro volto presso la Bowling Green State University e pubblicato in questi giorni nel Journal of Experiments Visualizzato (JoVE). Un team di ricercatori dell’ateneo statunitense si è concentrato sulla sintesi di due nanocristalli inorganici a base di seleniuro di zinco e solfuro di cadmio, con un catalizzatore di platino aggiunto in grado di produrre gas o una carica elettrica quando esposti alla luce.

“Il vantaggio principale di questa tecnica è che permette l’accoppiamento diretto dei cristalli con i materiali impiegati come assorbitore e catalizzatore”, spiega l’autore principale del lavoro, il Dr. Mikhail Zamkov. I nanocristalli realizzati sono unici per due motivi: sono capaci di separare le cariche in modi diversi grazie alla loro architettura mentre la loro inorganicità li rende durevoli nel tempo. Non solo, infatti, risultano meno sensibili al calore e ai raggi UV, ma non soffrono neanche dei problemi di degradazione che affliggono le loro controparti “bio”, venendo “ricaricati” semplicemente con un lavaggio a base di solventi organici a basso costo. “Abbiamo stabilito un nuovo metodo per la realizzazione di materiali fotocatalitici e fotovoltaici. Ciò è importante soprattutto come nuova strategia per la produzione di film fotovoltaici che siano al 100% inorganici, producendo così un modulo solare più stabile. Si tratta di un progetto che si potrebbe facilmente raggiungere commerciabilità”.