• Articolo Pechino, 25 luglio 2017
  • Fotovoltaico: 100 “panda solari” sulla nuova via della seta

  • La  Panda Green Energy è intenzionata a “decorare” l’itinerario cinese della Belt and Road Initiative. E a portare i suoi curiosi impianti anche in Italia

panda solari

Vista aerea dell’impianto (Credit: Panda Green Energy Group/Handout via REUTERS)

 

 

(Rinnovabili.it) – Anche l’Italia potrebbe avere presto i suoi Panda Solari. Lo rende noto Panda Green Energy Group, la compagnia cinese che pochi giorni fa ha inaugurato nella Repubblica Popolare il primo impianto fotovoltaico a forma di panda mai realizzato al mondo. Un progetto curioso, parte di un’iniziativa più ampia, stipulata in accordo con il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP): funzionari Onu e quelli dell’azienda realizzeranno una serie di centrali fotovoltaiche ispirate all’icona cinese con l’obiettivo di avvicinare i giovani alle tecnologie verdi, di aumentare la consapevolezza nei confronti dello sviluppo sostenibile. Cento impianti in tutto che andranno a decorare il tragitto dell’ambiziosa Belt and Road Initiative, la nuova Via della Seta. La prima istallazione in tal senso, 50 MW nella provincia settentrionale di Shanxi (a cui si aggiungeranno presto altri 50 MW), offre tuttavia qualcosa in più che la semplice fornitura di energia pulita alla rete. Il progetto, infatti, prevede anche la realizzazione di un centro d’attività giovanile dove insegnare ai ragazzi i come e i perché della tecnologia fotovoltaica.

 

L’estetica rimane però il punto forte dell’iniziativa: per ottenere l’effetto bicolore tipico del mantello del panda, i progettisti hanno mixato classici pannelli in silicio cristallino (più scuri) a moduli in film sottile (più chiari).

Il successo raggiunto dall’impianto di Shanxi, soprattutto in termini di notorietà visto il clamore mediatico con cui è stato accolto, ha convito la Panda Green Energy Group a continuare nell’impresa. “L’impianto ha richiesto un investimento di 350 milioni di yuan (52 milioni di dollari) e ci vorrebbero 3 miliardi di dollari per altri 100 impianti”, ha spiegato alla Reuters l’amministratore delegato Li Yan Yuan, senza fornire però alcuna indicazione sulla fonte dei futuri investimenti. L’impresa è attualmente in fase di discussione con paesi come il Canada, l’Australia, la Germania e l’Italia per esportare i suoi panda solari. Si tratterebbe di centrali da 100 MW di potenza , in grado di soddisfare le esigenze elettriche di più di 10mila famiglie.

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