• Articolo Phoenix, 17 maggio 2019
  • Wood Mackenzie: Pannelli solari più economici degli impianti a gas nel 2023

  • Si accorcia il gap tra LCOE del fotovoltaico e quello delle nuove centrali a gas. Ma ciò non significa che la strada del solare sarà in discesa

pannelli solari

 

Le previsioni di Wood Mackenzie Power & Renewables per il mercato dei pannelli solari

(Rinnovabili.it) – Molto presto i pannelli solari saranno in grado di competere a livello mondiale anche con il gas, annullando la differenza di costo dell’elettricità (LCOE – levelized cost of energy). A sostenerlo sono gli analisti di Wood Mackenzie Power & Renewables dal palco del GTM Solar Summit di Phoenix, pronti anche a definire una data precisa “Siamo convinti che entro il 2023, il solare sarà più economico del gas quasi ovunque nel mondo”.

Non è la prima volta che gli esperti di settore mettono confronto la tecnologia fotovoltaica con quella del “combustibile di transizione” tanto amato dai governi. In un precedente rapporto la stessa Wood Mackenzie aveva sottolineato come in Marocco e in Giordania il costo dell’energia solare fosse già competitivo con quello delle centrali turbogas a ciclo combinato, quando abbinato con sistemi di accumulo (leggi anche Accumulo fotovoltaico, competitivo con le centrali a ciclo combinato).

 

Per gli analisti si tratta di un processo quasi inevitabile. Attualmente, i nuovi impianti fossili sono innegabilmente più competitivi dei pannelli solari in grandi mercati come quello cinese o quello britannico, ma il trend dovrebbe cambiare fin dai primi anni del prossimo decennio, grazie alla diffusione delle aste a ribasso e al continuo calo dei costi tecnologici.

In realtà i decrementi dei costi sul fronte rinnovabili sono ormai da tempo una costante. Per i progetti entrati in costruzione nei primi mesi del 2019, l’LCOE fotovoltaico si è attestato a 57 dollari MWh, in calo del 18% rispetto all’anno precedente. Va però sottolineato come su questo calo sia pesato molto il cambio di politiche cinese: lo stop ai sussidi voluto da Pechino ha inondato il mercato globale con un surplus di moduli e celle.

 

Eppure, ci tiene a sottolineare l’analista senior Tom Heggarty, per il settore fv questo non significherà una strada in discesa e senza ostacoli. L’effetto Cina, infatti, non ha solo determinato un abbassamento dei prezzi dei pannelli solari: ha anche decelerato la velocità di crescita del fotovoltaico mondiale. Anche l’India ha registrato uno sviluppo più debole a causa di una serie di aste cancellate o rinviate e il 2018 è il primo anno senza un nuovo prezzo record per i PPA fotovoltaici.

 

I nuovi meccanismi a sostituzione di incentivi e feed-in-tariff stanno mutando velocemente il comparto. L’aumento delle aste ha portato a un’offerta “estremamente aggressiva” e aprendo il mercato ad ogni tipo di aziende e non più solo utility e produttori indipendenti. Una competizione così intensa significa anche una compressione del margine di profitto per le offerte vincenti, che si ripercuote attraverso tutta la catena del valore solare.

 

>>Leggi anche Mercati delle rinnovabili: addio sussidi, è l’era dei PPA<<

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