• Articolo New York, 15 giugno 2017
  • Energia: il picco emissioni? Previsto per il 2026

  • La decarbonizzazione è iniziata: fotovoltaico ed eolico copriranno il 34% della produzione elettrica nel 2040. Ma per salvare il clima, servono maggiori investimenti

picco emissioni

 

(Rinnovabili.it) – Grazie all’incessante corsa alle rinnovabili, il settore energetico raggiungerà il suo picco emissioni nel 2026: a partire da quell’anno in poi la quota totale di gas serra rilasciate dal comparto inizierà a calare per tornare sotto i livelli dello scorso anno intorno al 2040. Se vi sembra troppo in là con il tempo, è perché lo è. Perlomeno se l’obiettivo è contenere l’aumento della temperatura terrestre entro i due gradi centigradi. Secondo il nuovo rapporto di Bloomberg New Energy Finance (BNEF), per mantenere il Pianeta sulla rotta individuata dall‘Accordo di Parigi della COP21 sarà necessario investire molti più soldi nelle tecnologie verdi e low carbon.

 

Il New Energy Outlook 2017 di BNEF parte da una premessa: le fonti rinnovabili come l’eolico e il fotovoltaico sono inarrestabili e guideranno la decarbonizzazione dei prossimi anni anche grazie ad ingenti investimenti. “La relazione di quest’anno suggerisce che l’ecocompatibilità del sistema elettrico mondiale è inarrestabile, grazie alla rapida diminuzione dei costi dell’energia solare ed eolica, e il ruolo crescente delle batterie, incluse quelle dei veicoli elettrici, nel bilanciamento di domanda e offerta”, spiega Seb Henbest, autore principale del documento.

L’Outlook stima che vento e sole si aggiudicheranno quasi tre quarti degli oltre 10mila miliardi di dollari che il mondo investirà nelle nuove tecnologie energetiche. Per centrare l’obiettivo del Paris Agreement, tuttavia, bisognerà aumentare la cifra: altri 5mila miliardi da destinare ulteriori in 3.9 TW di capacità CO2-free, e con cui la data del picco emissioni diverrebbe leggermente più vicina.

 

Siamo tuttavia sulla buona strada. Per capirlo basta guardare il costo livellato dell’elettricità (LCOE) da fotovoltaico, che è ormai quasi un quarto rispetto al valore del 2009. L’energia solare può già competere con il carbone in Germania, Australia, Stati Uniti, Spagna e Italia ed entro il 2021, sarà anche più conveniente del “nemico fossile” in Cina, India, Messico, Regno Unito e Brasile. Il LCOE è destinato a ridursi di un altro 66% entro il 2040: per allora un dollaro acquisterà 2,3 volte più energia solare di quanto non faccia oggi. Discorso simile con l’eolico: il LCOE per l’offshore si ridurrà del 71% entro il 2040 mentre quello a terra taglierà i costi del 47%. Sotto le continue spinte dei miglioramenti tecnologici, eolico e fotovoltaico andranno a coprire (la data di riferimento è sempre il 2040) il 48% della capacità installata a livello mondiale e il 34% della produzione elettrica, rispetto a, rispettivamente, il 12% e il 5% di oggi.

 

>>Leggi anche: L’India rinuncia a 14 GW da carbone: l’energia solare conviene di più<<

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