• Articolo Roma, 7 giugno 2012
  • Cremonesi: “Dobbiamo salvaguardare quella fetta sana del mercato che è la generazione distribuita”

    Premi e registri del V Conto Energia: il commento di IFI

  • Il Presidente del Comitato IFI applaude all’inserimento del Premio Made in Italy nel testo del Decreto, ma mette in guardia il Governo sui limiti per l’accesso al registro

(Rinnovabili.it) – Premiare il Made in Europe è una mossa che può non fa altro che restituire fiducia al comparto industriale italiano. Ne è convinto Alessandro Cremonesi, Presidente del Comitato IFI, che ha accolto favorevolmente l’introduzione di questa misura nel testo del V Conto Energia, richiesta per altro a gran voce dalla quasi totalità delle associazioni di settore. Per Cremonesi, infatti, l’aver previsto una premialità per gli impianti che utilizzano componentistica prodotta in Europa potrà ristabilire una certa competitività nel mercato interno e servire da stimolo per l’industria nazionale. «Il Governo – ha dichiarato Cremonesi – ha dimostrato apertura e volontà di ascolto nei confronti di un comparto sano e competitivo, ma che negli ultimi due anni ha dovuto confrontarsi con una aggressiva concorrenza, perlopiù cinese, che ha operato con vere e proprie pratiche di dumping». Per questo si aspetta un testo “chiaro e non raggirabile”.

Diversa, invece, la posizione del Presidente sulla questione dei registri, sulla quale il Comitato IFI non si è mai dichiarato contrario, ritenendola un utile strumento di controllo della crescita del mercato, ma che, con un limite così basso, genera un effetto depressivo sui piccoli e medi impianti, ovvero quelli destinati all’autoconsumo. «Il Comitato IFI – ha precisato il Presidente –aveva proposto una soglia, quella dei 200 kW, che avrebbe coinciso con l’esigenza del Governo di tenere a freno la componente speculativa, senza tuttavia generare incertezza ed eccessivo onere burocratico per i medio-piccoli produttori di energia fotovoltaica». Per questo il suo auspicio è che si arrivi a soglie più elevate e a una semplificazione burocratica, capace di salvaguardare la “generazione distribuita”.