• Articolo Roma, 11 ottobre 2011
  • L’iniziativa congiunta è stata ufficializzata questa mattina a Roma presso l’Hotel Nazionale di Piazza Montecitorio

    Raccolta e riciclo del FV: siglato l’accordo Cobat – Ifi

  • Grazie alle due associazioni nasce la ‘prima filiera italiana’ per la gestione controllata e sostenibile della tecnologia solare a ‘fine vita’

(Rinnovabili.it) – L’Accordo di Programma tra il Cobat (Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo) ed il Comitato IFI (Industrie Fotovoltaiche Italiane) per la nascita della prima filiera italiana destinata alla raccolta, il riciclo e lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici, è stato siglato ufficialmente oggi a Roma, durante la conferenza stampa di questa mattina presso l’Hotel Nazionale di Piazza Montecitorio.

L’iniziativa congiunta delle due associazioni consentirà in particolare una gestione controllata e sostenibile della tecnologia solare durante la fase di “fine vita” grazie ad una mappatura geo-referenziata di tutti gli impianti installati a livello nazionale (consultabile anche dal sito del GSE) e l’implementazione di un sistema di tracciabilità dei moduli esausti con la realizzazione di una banca dati centralizzata accessibile da parte delle autorità competenti. Successivamente alla fase di raccolta, il nuovo Consorzio si occuperà del frazionamento dei prodotti attraverso il riciclo, in Italia, di tutte le componenti metalliche e del vetro, mentre la cella fotovoltaica verrà inviata all’estero per lo smaltimento  (purtroppo il Belpaese è attualmente sprovvisto di impianti di assimilazione così specialistici). Tra le finalità dell’accordo programmatico, è tuttavia prevista la creazione di un Tavolo Tecnico che analizzi le tecnologie di trattamento e riciclo per moduli fotovoltaici a fine vita esistenti sul mercato in modo da realizzare, in futuro, uno studio di fattibilità per un impianto-pilota nazionale dedicato specificatamente allo smaltimento delle celle solari.

Secondo Filippo Levati, Presidente del Comitato IFI: “l’accordo porterà ulteriori grandi benefici rispetto all’identificabilità e alla tracciabilità dei prodotti, oltre a positive ricadute sull’indotto delle aziende italiane, che potranno così riciclare e recuperare i materiali dei moduli fotovoltaici dopo la loro disinstallazione.”

“È un altro passo in avanti promosso dal Comitato IFI per una filiera industriale italiana che guarda alla sostenibilità ambientale lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, dalla sua realizzazione allo smaltimento.”