• Articolo Londra, 23 maggio 2013
  • Dopo la ferma opposizione della Germania

    Anche il Regno Unito dice no ai dazi sul fotovoltaico cinese

  • Il ministro britannico Barker ha inviato una lettera ai propri colleghi europei per chiedere che votino contro le proposte di applicare dazi punitivi sull’import solare dalla Cina

Fotovoltaico: anche l’UK dice no ai dazi sui moduli cinesi(Rinnovabili.it) – Ancora un “no” da parte di uno dei Ventisette dell’Unione europea contro la proposta di applicare dazi punitivi nei confronti del fotovoltaico cinese. Dopo la ferma opposizione della Germania, il Ministro britannico per l’Energia e il Cambiamento Climatico, Greg Barker, è arrivato oggi a Bruxelles con il preciso obiettivo di far pressione alla Commissione affinché la misura doganale non venga applicata. Il governo britannico ha rotto il proprio silenzio sulle indagini comunitarie attualmente in corso, invitando gli altri Stati Membri a votare contro l’applicazione di dazi provvisori che, se in vigore, dovrebbero portare ad un prelievo medio del 47% applicato a tutti i prodotti solari “made in China” importati in Europa.

 

Barker ha scritto personalmente a tutti i 26 ministri dell’Ambiente dell’Unione europea prima del suo arrivo in Belgio, invitando i suoi omologhi a “seguire il Regno Unito nel sostenere la crescita del solare”. Un portavoce del ministero britannico ha riferito alla stampa che il Regno Unito  ha “serie riserve su queste proposte che sono state chiarite alla Commissione europea. Questi piani potrebbero avere un significativo effetto a catena sul prezzo dei moduli solari, mettendo a rischio in tutta a Europa la crescita del mercato a basso tenore di carbonio e rendendo il fotovoltaico un’opzione meno valida per le famiglie e le imprese UK”.

 

A ciò si aggiunge anche l’indiscrezione circolata questa mattina che vuole l’amministrazione Obama mediatrice con la Repubblica Popolare, anche a nome dell’Europa per la definizione di una quota sulle esportazioni cinesi e un prezzo minimo per prodotti fotovoltaici, in cambio della sospensione di qualsiasi dazio sul “made in china”.

 

Ma Milan Nitzsche, presidente di ProSun UE, che ha presentato la denuncia alla Commissione europea lo scorso anno contro l’industria asiatica è di tutt’altro avviso: “Se la Commissione europea agisse ora contro il dumping illegale da parte dei produttori solari cinesi, l’industria comunitaria potrebbe sopravvivere e prosperare. In caso contrario, prevediamo ProSun UE prevede un monopolio solare della Cina con conseguenze disastrose per i produttori europei, fornitori e clienti”, ha affermato Nitzschk.