• Articolo Roma, 28 febbraio 2018
  • La vernice italiana che raffredda i pannelli solari e aumenta la resa

  • Global Solar Fund finanzia il nuovo processo di coating sviluppato dal CHOSE. L’innovazione sarà testata direttamente sugli impianti fotovoltaici dell’azienda

resa pannelli solari

 

(Rinnovabili.it) – La ricerca italiana migliora la resa dei pannelli solari. Arriva, infatti, dagli scienziati del polo CHOSE (Centre for Hybrid and Organic Solar Energy) dell’Università di Tor Vergata, a Roma, l’ultimo sviluppo tecnologico in tema di prestazioni del fotovoltaico: una “vernice” in grado di controllare il surriscaldamento dei moduli ed evitare pertanto perdite d’efficienza. È oramai cosa nota che a ogni aumento della temperatura delle celle rispetto alle condizioni di prova standard con cui i produttori valutano la potenza dei loro sistemi, corrisponde un calo nell’efficienza di conversione dei raggi solari in elettricità.

Aggirare il problema richiede spesso soluzioni ingombranti o costose. Tra le opzioni studiate dai ricercatori del centro italiano per proteggere la resa dei pannelli solari c’è, invece, un nuovo rivestimento nanostrutturato: una sorta di vernice a granuli a base di titania e zirconia, i cui ossidi sono impiegati in diversi sotto-settori dell’ottica per il loro alto indice riflettente. Il “coating” del retro dei moduli con questo tipo di materiali si è dimostrato in grado di abbassare la temperatura dei sistemi anche di 5° C.

 

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Il lavoro ha convinto da subito la Global Solar Fund (GSF), azienda italiana fondata nel 2008, che fa capo a un Fondo di investimento con sede in Lussemburgo e attivo nel fotovoltaico. La società finanzierà lo sviluppo del nuovo sistema di rivestimento delle celle fotovoltaiche con l’obiettivo di portare l’innovazione dai laboratori romani direttamente sul campo. Spiega Pierluigi Gramaglia, Direttore Tecnico di Global Solar Fund “La ricerca e i test eseguiti hanno confermato le nostre ipotesi: una riduzione della temperatura indotta dal ‘coating’ da 1 fino a 5 °C con conseguente aumento della resa del pannello e quindi della produzione di energia. Terminata questa prima fase sperimentale del progetto a breve effettueremo i test sui nostri impianti con l’obiettivo di validare i dati registrati in laboratorio nei mesi più caldi”.

 

Perché un simile investimento? Perché come aggiunge Giuseppe Tammaro, AD dell’azienda, GSF mira ad accelerare lo sviluppo di applicazioni innovative per il fotovoltaico che siano facilmente integrabili negli attuali sistemi di produzione. “Lo sviluppo tecnologico nelle fonti rinnovabili fa passi da gigante ed è fondamentale sostenerlo per mantenere a regime anche gli impianti con le migliori performance. A tali considerazioni di natura tecnica – conclude Tammaro – si somma la soddisfazione di sostenere la Ricerca di un nutrito e talentuoso team di ricercatori italiani”.

 

Un Commento

  1. ritamir
    Posted febbraio 28, 2018 at 1:28 pm

    E’ quello che sognavo da tempo.
    Aumenta la resa dell’impianto e quindi farà gola a tutti quelli che già ne possiedono uno e sanno che la resa diminuirà col passare del tempo. Farebbe comodo anche agli impianti incentivati, ma ovviamente il GSE non lo permetterà. Comunque, una volta esaurita l’incentivazione, sarà interessante pensarci, se il costo sarà abbordabile.

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