• Articolo Roma, 1 febbraio 2012
  • Botta e risposta tra Legambiente e MiPAAF

    Serre e fotovoltaico, si riaccende la discussione

  • Il ministro Catania assicura una stretta vigilanza nei confronti di chi realizzerà serre agricole con pannelli solari “Staremo attentissimi affinché siano evitate speculazioni di tutti i tipi”

(Rinnovabili.it) – Botta e risposta tra le associazioni ambientaliste italiane ed il ministro delle Politiche Agricole, Mario Catania. Al centro della discussione c’è ancora una volta il criticato articolo 65 del DL Liberalizzazioni che se da un lato pone un punto fermo alla diatriba solare a terra/consumo del suolo e dall’altra aumenta le risorse a favore delle aziende agricole che sviluppino attività in serra, contribuendo alla loro competitività e crescita. Il provvedimento ha suscitato la preoccupazione di chi, come Legambiente, ha ravvisato nella norma un rischio concreto di nuove forme di speculazioni. Il pericolo, evidenziato dall’associazione, è che concedere agli impianti su serre agricole incentivi pari a quelli delle coperture integrate negli edifici, possa portare a istallazioni tanto estese, come dimensioni, da rendere le strutture incompatibili con la produzione agricola. A rassicurare gli animi è oggi lo stesso Catania “Finché ci sarò io”, ha commento il ministro, quanti realizzeranno serre agricole con pannelli fotovoltaici “saranno marcati stretti, perché queste sono cose che si regolano con gli atti di applicazione e in quella sede, insieme al ministero dello Sviluppo Economico e a quello dell’Ambiente, staremo attentissimi affinché siano evitate speculazioni di tutti i tipi: saranno serre vere con fotovoltaico”. In realtà, la questione è stata fin da primi giorni di Governo Monti al centro degli indirizzi del Dicastero. Il ministro Catania non aveva infatti nascosto come ritenesse “indiscriminata” l’incentivazione degli impianti solari a terra “La prima cosa in cima alla lista in negativo è il fotovoltaico sui terreni agricoli. Non posso togliere i pannelli dove già ci sono, ma quello che posso dire è che, finita la fase delle autorizzazioni in corso, il fotovoltaico ha chiuso la sua storia sui terreni agricoli”.