• Articolo Bruxelles, 5 aprile 2016
  • Sistemi di accumulo e fotovoltaico, come togliere i freni in Europa?

  • SolarPower  Europe, EHPA ed Eurobat propongono alcuni adeguamenti normativi necessari per sbloccare l’enorme potenziale delle soluzioni di stoccaggio

Sistemi di accumulo e fotovoltaico, come togliere i freni in Europa?

 

(Rinnovabili.it) – La diffusione delle energie rinnovabili ha dettato inevitabili sfide sul fronte della sicurezza energetica. Per integrare fonti intermittenti come eolico e solare nella rete elettrica e assicurare un rifornimento continuo, i sistemi di accumulo energetico dovrebbero essere una priorità. Eppure nell’Unione europea sono diversi i freni potenziali per questo settore. A denunciarlo è oggi un nuovo rapporto di SolarPower Europe (ex EPIA). Il rapporto redatto in collaborazione con le associazioni EUROBAT ed EHPA, propone precisi adeguamenti normativi al fine di sbloccare il potenziale delle tecnologie di energy storage in combinazione con gli impianti solari in Europa.

 

“L’accumulo consente alle famiglie di consumare un quantitativo maggiore dell’energia solare che producono. Ma fotovoltaico e stoccaggio messi insieme forniscono anche altri benefici, permettendo ad esempio di utilizzare al meglio l’elettricità solare a basso costo quando essa è disponibile”, spiega il Direttore Policy di SolarPower Europe Alexandre Roesch.

 

Considerando che a 15 anni da oggi, quasi la metà dell’energia nell’UE28 dovrebbe essere ottenuta da fonti rinnovabili, soluzioni di storage diventano una questione sempre più fondamentale. Eppure, attualmente, non è ancora stata concordata una definizione giuridica di accumulo di energia a livello europeo, elemento che rallenta la creazione di un vero mercato europeo per le tecnologie connesse.

E una definizione giuridica comune è proprio una delle sei proposte contenute nel rapporto, insieme allo sviluppo di un quadro normativo ed economico adeguato per l’autoconsumo. Tra le altre raccomandazioni c’è anche quella di collegare i vari settori energetici tra loro (elettrico, termico, trasporti). Come? Immagazzinando l’elettricità sotto forma di calore o facendo dialogare i veicoli elettrici con la rete e gli impianti di produzioni domestica. Infine, si evidenzia il “grande potenziale” delle tecnologie di storage nella creazione di un settore di Ricerca e Sviluppo e nuovi green job, proponendo l’introduzione di programmi di mercato temporanei che aiutino ad accelerare la riduzione dei costi dell’energy storage. Il modello potrebbe essere quello utilizzato dalla Germania con il programma KFW.

 

Un Commento

  1. ritamir
    Posted aprile 5, 2016 at 1:50 pm

    Per ora, nell’immediato, ci sono ancora petrolieri che finanziano i politici per ricevere in cambio agevolazioni. A breve termine non avranno più grandi disponibilità e allora subentreranno le multinazionali del “pulito” che si stanno organizzando, avendo fiutato l’affare. Fin che ci sarà da spremere, la terra sarà spremuta e prosciugata, poi avremo nuovi boom e nuovi sponsor. Speriamo che siano meno devastanti per gli equilibri dell’universo, ma ci credo poco.

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