• Articolo New York, 12 febbraio 2018
  • Il settore solare USA ha perso quasi 10mila posti di lavoro

  • Tra la nuova politica di Trump e la stanchezza del mercato, il fotovoltaico stelle e strisce incassa un duro colpo segnando il primo calo in 17 anni.

solare USA

 

(Rinnovabili.it) – Il 2017 non è stato un anno facile per il settore solare USA. Dopo il boom del 2016, quando gli occupati superavano quelli di gas e carbone e le nuove installazioni facevano tremare il mondo fossile, nel settore tutto è cambiato. Al punto da aver perso ben 9.800 posti di lavoro, secondo quanto riferisce la National Solar Jobs della Solar Foundation. Si tratterebbe del primo anno di calo da quando la Fondazione censisce il comparto ossia dal 2010.

La colpa? Sarebbe facile assegnarla unicamente al nuovo presidente americano. In realtà Donald Trump è solo parte, ma una parte ingombrante, beninteso, di un‘equazione più complessa.

 

>>Leggi anche Il fotovoltaico USA dà più lavoro di gas e carbone<<

 

Alla crescita record del solare USA nel 2016 e parte del 2015, i mercati statali più maturi come California, Nevada e Massachusetts hanno tirato il freno. Un’azione praticamente fisiologica come spiega Allison Mond, analista di GTM Research. “Il 2016 è stato un anno davvero eccezionale per tutti i segmenti del solare, quindi oggi è più difficile mantenere quel ritmo”. In alcuni Stati inoltre ha contribuito anche la stanchezza dei clienti e le modifiche delle tariffe  da parte delle utility.

 

E se l’annata record è praticamente impossibile da battere, non aiuta di certo la nuova politica energetica statunitense, le cui scelte vanno quasi tutte a danno delle fonti rinnovabili. A incidere è stato anche la preoccupazione intorno al caso commerciale della Sezione 201, ben prima che la Casa Bianca si pronunciasse. Oggi, ancora non si conosce con certezza l’impatto delle nuove tariffe solari del 30% su celle e moduli d’importazione ma GTM Research è convinta che ci si debba aspettare un rallentamento del mercato solare residenziale di circa il 10 percento tra oggi e il 2022.

 

Ma non sono tutte brutte notizie. Con il progressivo calo dei costi tecnologici e dopo un primo momento di assestamenti, il settore dovrebbe potersi riprendere. “Gli Stati stanno ancora definendo i loro standard rinnovabili; li stanno aumentando o parlano di incrementarli”, spiega Ed Gilliland, senior director of programs di The Solar Foundation. “Probabilmente subiremo dei venti contrari nel prossimo anno o due, ma sicuramente gli Stati più forti andranno avanti”. 

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