• Articolo Roma, 5 luglio 2012
  • Il rapporto è stato presentato stamane

    Srm e Svimez presentano le rinnovabili del Mezzogiorno

  • Dall’indagine condotta viene consegnata al Mezzogiorno la palma delle rinnovabili. In testa per produzione e impianti istallati Puglia, Campania e Sicilia

(Rinnovabili.it) – Sono Puglia, Campania e Sicilia a detenere lo scettro delle rinnovabili italiane. Lo rivela lo studio “Energie Rinnovabili e Territorio” pubblicato da Srm (Studi e Ricerche per il Mezzogiorno) e Svimez, presentato stamane a Roma per chiarire le dinamiche e le opportunità di sviluppo del Mezzogiorno.

L’alto potenziale rinnovabile riscontrato nel sud della penisola, in particolare incentrato sullo sfruttamento di eolico, solare, biomasse e biogas, ha portato alla crescita del numero delle istallazioni dove al momento è presente il 62% della potenza istallata in Italia.

Grazie alla rinnovabili sta notevolmente crescendo il numero dei posti di lavoro. Le stime parlano di circa 100mila addetti al settore in Italia, di cui 25mila nelle biomasse, 10mila nell’eolico, poco meno di 6mila nel fotovoltaico.

Secondo le previsioni della Commissione europea, l’occupazione nel settore legato alle energie verdi crescerà fino a raggiungere i 210mila posti di lavoro entro il 2020. Tra le regioni meridionali Puglia, Sicilia e Campania registrano le percentuali di produzione energetica verde più significative, rispettivamente con il 17,7% composto principalmente da energia ottenuta da solare ed eolico oltre che dalle bioenergie, il13,2% e l’8,9%.

Il 98% dell’energia eolica prodotta in Italia proviene dal Mezzogiorno, e Foggia è la prima provincia italiana per produzione mentre a livello regionale l’energia viene prodotta per il 26% in Puglia, 22% in Sicilia, 18% in Campania. A livello occupazionale i numeri sono elevati: le stime prevedono un’occupazione totale al 2020 di circa 47mila unità, tra diretti, oltre 13.200, e indiretti, poco meno di 33.700.

Sono invece 178mila gli impianti solari in Italia di cui 43.366 sono al Sud.  Di questi 9.284 in Sicilia (pari al 21,4% di quelli meridionali), 10.973 in Puglia (25,3%), 4.539 in Campania (10,5%), 4.114 in Calabria (9,5%), più di 1.814 in Basilicata (4,2%), 8.323 in Sardegna (19,2%), 604 in Molise (pari all’1,4%), 3.715 in Abruzzo (pari all’8,6%). Nel complesso la potenza installata nelle regioni del sud è superiore al 35% del totale nazionale.

Per ciò che concerne le biomasse, siano esse solide, liquide o biogas, sul totale di circa 670 impianti in Italia, 97 sono nel Mezzogiorno, la maggior parte dei quali in Puglia per una potenza istallata totale che rappresenta il 32% della potenza italiana.

Anche la geotermia vanta numeri da record nelle regioni del sud, con particolare importanza in Campania e in Sicilia, in grado di garantire una produzione continua e costante anche se al momento la geotermia è sfruttata solo in Toscana, con 33 impianti tra Pisa, Siena e Grosseto. La Campania è invece il territorio col maggior potenziale geotermico nazionale, grazie in particolare ai Campi Flegrei e ad Ischia, seguita dalla Sicilia con l’isola di Vulcano.