• Articolo Neuchâtel, 5 aprile 2012
  • Flessibilità, leggerezza e costi ridotti

    SUNFLOWER: il modulo pv è stampato sulla plastica

  • Il progetto europeo SUNFLOWWER punta alla produzione a larga scala di moduli pv stampati su supporti di plastica flessibile ad alta efficienza e dal peso minimo

(Rinnovabili.it) – Per raggiungere gli obiettivi energetici fissati dalla strategia Europe 2020 una delle fonti alternative da poter sfruttare è rappresentata dal fotovoltaico e dallo studio di una nuova tecnologia solare che può essere letteralmente stampata su un supporto in plastica. Il nuovo progetto, finanziato dall’Ue e che rientra nel /° Programma Quadro dell’Ue in materia di ICT, ha appena preso il via con lo scopo di promuovere questa tecnologia innovativa favorendo la produzione di moduli solari flessibili in plastica che potranno essere integrati a dispositivi mobili ma anche adatti ad essere istallati su edifici.

Il progetto, battezzato SUNFLOWER (‘Sustainable novel flexible organic watts efficiently reliable’), avrà una durata di quattro anni, periodo durante il quale gli 11 milioni di euro messi a disposizione dall’Unione verranno impiegati nei settori di ricerca e sviluppo che sfrutteranno le conoscenze e l’esperienza di ricercatori provenienti dal Belgio, Francia, Germania, Italia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito.

I partner del progetto mirano, quindi, ad ottenere un prodotto ad alta efficienza in grado di produrre elettricità sfruttando il modulo fotovoltaico stampato sulla plastica  e ottenendo così un dispositivo portatile in grado di produrre energia in ogni momento e ovunque si trovi, a basso costo, e con un peso e un ingombro minimi. Nonostante i progressi ottenuti, i ricercatori continueranno a cercare di migliorare le prestazioni e l’efficienza delle celle, cercando di trovare il modo di stampare i moduli su rulli di plastica flessibili in modo da trasformare la produzione commerciale fino a farla diventare a larga scala. Un netto miglioramento, hanno affermato gli esperti, rispetto agli attuali moduli rigidi in silicio.

A tal proposito il coordinatore del progetto Giovanni Nisato, del Centre Suisse d’Electronique et Microtechnique (CSEM), ha dichiarato “Abbiamo la possibilità di sviluppare una tecnologia che si adatterebbe perfettamente al settore manifatturiero grazie all’elevato livello di automazione presente nell’Unione europea, vista la necessità di personale altamente qualificato, di basso consumo energetico, e per la vicinanza a fornitori e mercati”.