• Articolo Bruxelles, 19 dicembre 2012
  • Più di 70 aziende e associazioni del solare fotovoltaico hanno co-firmato la missiva

    Tagli agli eco-incentivi: l’EPIA chiede all’UE di intervenire

  • L’associazione scrive al Commissario europeo per l’energia Oettinger chiedendo di procedere contro le nazioni che hanno applicato misure retroattive ai FiT nazionali

Tagli agli eco-incentivi: l’EPIA chiede all’UE di intervenire(Rinnovabili.it) – I tempi d’oro dei cospicui regimi di sostegno alle rinnovabili europee sta volgendo al termine. Sempre più Stati Membri, complice in molti casi la crisi, hanno deciso di rimodulare i rispettivi Feed-in-Tariff (FiT) per alleggerire il peso della bolletta elettrica o perché convinti che le tecnologie verdi abbiano finalmente raggiunto la giusta competitività sul mercato. Ma la marcia indietro intrapresa non è esente da effetti collaterali. Ne è convinta l’Epia, l’associazione che rappresenta l’industria fotovoltaica europea e che in questi giorni ha scritto una lettera aperta al Commissario  europeo per l’Energia Günther Oettinger per chiedere di prendere urgenti provvedimenti.

 

La missiva è stata co-firmata da oltre 70 aziende  ed associazioni del settore solare, tutte concordi sul fatto che Bruxelles debba procedere contro chi in questi ultimi tempi ha imposto misure retroattive o moratorie su i regimi di sostegno; nel dettaglio si fa riferimento ad alcune recenti azioni intraprese da Belgio, Francia, Repubblica Ceca, Italia, Spagna, Bulgaria e Grecia. “Tali misure potrebbero danneggiare seriamente il clima degli investimenti in generale e, in particolare, quelli dedicati alle energie rinnovabili, non solo nei paesi in cui si verificano, ma anche in tutta Europa”, sostengono i firmatari. “Invitiamo quindi a reagire con forza a queste decisioni e utilizzare, qualora fosse il caso, tutti i mezzi legali che la Commissione europea possiede per fermare questa tendenza, che minaccia il clima di fiducia necessario per attrarre in Europa nuovi investitori”. I firmatari sottolineano inoltre che queste azioni sono in grado di “aumentare la percezione del rischio degli investimenti nelle fonti rinnovabili, in particolare nel fotovoltaico e, in tal modo lievitare inutilmente il costo del capitale per gli operatori privati”.