• Articolo Bruxelles, 12 luglio 2019
  • Corte UE: legittimi i tagli agli incentivi del V Conto Energia

  • Il tribunale europeo dà ragione allo Stato “Gli Stati membri possono ridurre o sopprimere le tariffe stabilite in precedenza”

conto energia

 

 

(Rinnovabili.it) – Niente da fare per quanti si son visti negare gli incentivi dell’ultimo Conto Energia italiano a causa del superamento dei costi annui: secondo la Corte di giustizia europea il provvedimento è legittimo e non presenta nessuna contraddizione con le normative comunitarie. Il tribunale si è espresso ieri sulle cause riunite C 180/18, C 286/18 e C 287/18 presentate da due società italiane (Agrenergy e Fusignano Due) che, nel 2012, si erano viste negare i sussidi statali per alcuni impianti fotovoltaici costruiti l’anno precedente.

 

Per fare chiarezza sulla sentenza è necessario, tuttavia, fare qualche passo indietro. La vicenda risale, infatti, ad un periodo delicato per la normativa italiana dedicata al fotovoltaico: ad agosto 2012 entrava in vigore il quinto e ultimo Conto Energia, a sostituzione del quarto Conto energia, rimodulando profondamente gli incentivi all’energia solare. Il decreto di disciplina aveva notevolmente ridotto le risorse finanziarie destinate ai sussidi, riconfermando il limite per l’iscrizione ai registri al raggiungimento di un tetto di costo massimo cumulato. Situazione che si è puntualmente verificata l’importo di 6 miliardi di euro è stato raggiunto nel marzo 2012 e, di conseguenza, il registro dei «grandi impianti» non è stato aperto per il secondo semestre di quell’anno.

 

>>Leggi anche Stop al V Conto Energia, raggiunti i 6,7 mld<<

 

Le ricorrenti sono state tra quelle società ad aver realizzato un impianto senza possibilità di usufruire degli incentivi a causa dell’azzeramento della disponibilità economica. Il caso è finito prima davanti al Tribunale amministrativo regionale per il Lazio e quindi al Consiglio di Stato (Italia). A sostegno dei loro ricorsi, le aziende hanno dichiarato che il V Conto energia fosse contrario alla normativa italiana nonché alla direttiva 2009/28, violando il principio di tutela del legittimo affidamento. La vicenda è quindi passata nelle mani del Corte di giustizia europea che ha tuttavia dato ragione allo Stato italiano. Per il tribunale infatti il provvedimento nazionale “non osta a una normativa nazionale, come quella di cui trattasi nei procedimenti principali, che consente a uno Stato membro di prevedere la riduzione, o perfino la soppressione, delle tariffe incentivanti in precedenza stabilite per l’energia prodotta da impianti solari fotovoltaici”.

 

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