• Articolo Bangkok, 19 novembre 2018
  • La rinascita energetica della Thailandia: 1GW di fotovoltaico sulle dighe

  • La nazione potrebbe sfruttare almeno 16 km quadrati di superficie idrica artificiale per sviluppare il proprio potenziale solare

fotovoltaico galleggiante

 

Il comparto solare thailandese crescerà grazie al fotovoltaico galleggiante

(Rinnovabili.it) – Dall’India al Giappone il fotovoltaico galleggiante sta conquistando spazi sempre più importanti del mercato energetico asiatico. A partecipare alla corsa del solare “senza terra” è oggi anche la Thailandia con un nuovo piano per rinnovare il settore elettrico nazionale. Parlando dal palco dell’ASEAN Solar + Storage Congress & Expo a Manila, Thepparat Theppitak, capo della sezione rinnovabili dell’EGAT (l’utility elettrica thailandese) ha annunciato il programma per la realizzazione di 1 GW di fotovoltaico galleggiante sui bacini idrici di otto centrali idroelettriche. I primi due progetti, situati nel nord-est del Paese, sono già in fase di sviluppo e comprendo i 45 MW di capacità contrattuale presso la diga di Sirindhorn, con una data di operazione commerciale prevista per il 2020, e i 24 MW presso la diga di Ubol Ratana, che dovrebbero entrare in funzione nel 2023. Gli impianti più grandi dovrebbero essere quelli costruiti sui bacini degli sbarramenti di Ubonrat, circa 200 MW, e di Kanchanaburi, altri 135 MW. Si tratta, a conti fatti, di un consistente incentivo alla crescita solare, il cui comparto possiede oggi circa 2,5 GW di potenza installata.

 

>>Leggi anche Dai laghi al mare aperto: il solare galleggiante prende il largo<<

 

In realtà le prime indiscrezioni sulle centrali ibride idro-fv erano emerse già durante questa estate, da un funzionario del Ministero dell’Energia thailandese. Le conferme arrivano solo ora, come spiega PV Tech che ha intervistato Theppitak durante l’evento filippino. Secondo l’uomo EGAT, il Paese potrebbe sfruttare almeno 16 km quadrati di superficie idrica artificiale per sviluppare il proprio potenziale solare. Come per altre iniziative simili, vedi le dighe fotovoltaiche dell’India o del Brasile, l’idea è quella di sfruttare le connessioni alla rete già esistenti presso la centrale idroelettrica per risparmiare sui costi del progetto.

Il governo thailandese sta anche lavorando a test per l’accumulo di energia con sistemi a batteria. I primi due grandi progetti che dovrebbero vedere la luce sono due centrali di storage da 22 MWh e 16 MWh di capacità.

Un Commento

  1. cosimo
    Posted novembre 20, 2018 at 3:57 pm

    bella idea, si risparmia terra, si usano superfici non utilizzabili, si diminuisce evaporazione, nell’invaso crescono meno alghe perche’ arriva meno luce solare e si puo’ pure diminuire uso idroelettrico di giorno (perche0′ sostituito da energia fotovoltaica prodotta) per aumentarlo di notte quando non vi e’ sole quindi funzionerebbero pure come batteria implicita! un perfetto caso di win win da estendere a tutti gli invasi artificiali del mondo di una certa dimensione

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