• Articolo Londra, 22 dicembre 2011
  • La Corte di Giustizia si esprime sui tagli al fotovoltaico

    Uk: la Corte di Giustizia dichiara illegale i tagli al feed in tariff

  • L’Alta Corte di Giustizia britannica ha definito i previsti tagli al feed in tariff britannico illegali. Rimane aperto il dibattito che mette a rischio migliaia di posti di lavoro

(Rinnovabili.it) – Si annuncia una vittoria epocale per il solare britannico. Minacciato dai tagli voluti dal governo, pare invece, secondo quanto dichiarato dall’Alta Corte di Giustizia del Regno Unito, che la riduzione del feed in tariff destinato agli impianti domestici sia un illecito, una manovra considerata illegale. La Corte ha raccolto infatti le lamentele lanciate dall’associazione Friends of the Earth e da due società che si occupano di energia solare (Solarcentury e HomeSun) che si sono lamentate dei tagli annunciati prima della scadenza del regime, mettendo in gioco quanto detto dal governo, che probabilmente dovrà riconsiderare la manovra e rivederne i termini.

“Questi piani illegali e pasticciati hanno gettato un’ombra sull’intero settore dell’energia solare mettendo a repentaglio migliaia di posti di lavoro” ha spiegato il direttore esecutivo di Amici della Terra Andy Atkins “Speriamo che questa sentenza impedirà ai ministri di applicare cambiamenti dannosi riducano i sussidi energetici. Dando alle aziende del solare l’indispensabile per accrescere la fiducia”.

Ma il ministro dell’Energia Greg Baker ha dichiarato che il governo è in disaccordo con la decisione della Corte specificando: “Ricorreremo in appello con la speranza di affrontare un processo il più presto possibile. Indipendentemente dal risultato, le tariffe attuali sono alte per il solare fotovoltaico e non sono sostenibili quindi le modifiche devono essere fatte, in modo da proteggere il bilancio”. I rappresentanti delle associazioni, in parte d’accordo con la riduzione degli incentivi, intendono però battersi affinchè le modifiche e le restrizioni vengano applicate gradualmente, dando il tempo ai cittadini e alle imprese di adeguarsi.