• Articolo Washington, 7 giugno 2012
  • La richiesta della Coalition for Affordable Solar Energy

    USA-Cina, l’industria solare chiede di abbassare le armi

  • Nuovo appello dell’industria di settore che chiede ai due governi di trovare un accordo. Il pericolo è che si inneschi una “guerra commerciale globale”

(Rinnovabili.it) – L’inasprirsi degli screzi tra Cina e Stati Uniti sul fronte del commercio fotovoltaico sta creando fra molti una situazione di allarme e preoccupazione. CASE, la Coalizione per un’Energia Solare Accessibile, ha deciso di affiancarsi alla Solar Energy Industries Association (SEIA) e a Semiconductor Equipment and Materials International (SEMI), per chiedere ai due governi di aprire un dialogo costruttivo nel tentativo d’evitare che il caso dell’antidumping si trasformi in una vera e propria “guerra commerciale globale”.

Secondo CASE, le società operanti in Cina e India stanno tentando di fomentare indagini antisovvenzioni e anti-dumping nei confronti delle imprese occidentali che entrano nei loro mercati. “A meno che  non prevalgano le teste più assennate le teste, le aziende americane del fotovoltaico potrebbero dover affrontare molti più danni diretti e collaterali rispetto alla tassa del 30 per cento imposta a molti di loro il mese scorso”, ha spiegato Jigar Shah, presidente del CASE. “Già oggi le società che producono silicio policristallino in Cina sono alla ricerca di tariffe di rappresaglia contro i produttori statunitensi”.

Una considerazione a cui ha fatto eco David B. Miller, presidente di DuPont Electronics and Communications, aggiungendo: “E’ importante che il commercio sia libero ed equo, ed è importante che i paesi risolvano eventuali controversie commerciali in modo tale da ridurre al minimo le interruzioni in una filiera importante come quella del fotovoltaico.”