• Articolo Roma, 26 marzo 2012
  • Intervista a Nichi Vendola, Presidente delle Regione Puglia

    Vendola: la Puglia che vorrei

  • Nel corso di un’intervista esclusiva, Nichi Vendola ci racconta come la grande accelerazione green della sua Puglia abbia due importanti priorità: la realizzazione delle smart grid e lo sviluppo del fotovoltaico come elemento di arredo urbano

Dal recente rapporto su Lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili nelle regioni del Mezzogiorno redatto dalla Fondazione Cercare Ancora, risulta che la Puglia sia di gran lunga la regione più “rinnovabile” d’Italia.

Una sorta di miracolo ambientale in un Paese, come il nostro,  che sembra sempre più soffrire di un perenne dualismo, tra nord e sud, anche sulle questioni ambientali. Ebbene questa volta l’eccellenza viene proprio dal sud: il 25% dell’energia prodotta dall’eolico italiano proviene attualmente dalla Puglia e, sempre nella stessa regione, è istallato il 14% del fotovoltaico nazionale. Ma la cosa che maggiormente stupisce della Puglia green è la velocità di sviluppo, a dir poco  vertiginosa, delle rinnovabili: su 23mila impianti attualmente funzionanti, ben 15mila sono stati attivati nello scorso anno.

Partendo da  questi presupposti, un po’ da Guinness dei Primati, abbiamo voluto incontrare l’uomo che  è stato il motore di questa eccellenza, colui che ha la responsabilità culturale e politica di questa trasformazione, il presidente della Regione Nichi Vendola. Uomo carismatico – e questo gli viene riconosciuto anche dai suoi avversari – che da tempo ha legato le sue strategie politiche alla sostenibilità ambientale ed alla tutela del territorio.

Mauro Spagnolo: Presidente Vendola, Il  trend di sviluppo delle rinnovabili in Puglia è verticale. Nel giro di pochi anni la sua regione è diventata il primo produttore delle energie verdi del nostro Paese. C’è chi addirittura l’ha definito “il miracolo GREEN del mezzogiorno”. Qual è stata la motivazione principale che ha innescato questo meccanismo e, se esiste, il segreto della vostra Regione.

Nichi Vendola: La nostra regione non ha particolari segreti sulle questioni energetiche, ma si basa sulla convinzione che sia urgente, anzi indispensabile, operare delle scelte forti sulle questioni più vicine agli interessi dei cittadini, cioè la salute e la qualità della vita. Oggi i problemi energetici sono assolutamente centrali anche per immaginare nuovi modelli economici, e noi è da lì che siamo partiti. Pensi che la produzione di energia da rinnovabile in Puglia copriva, nel 2006, appena il 6% dei consumi elettrici regionali, nel 2010  questo valore ha superato il 21% e, attualmente, quasi tutta la nostra domanda residenziale elettrica è coperta da energia pulita.

MS: Sulle rinnovabili pugliesi lei ha avuto a volte posizioni che, apparentemente, si muovevano su livelli diversi: da una parte ha denunciato le necessità di “cambiare la logica che sta drogando il mercato, per evitare che le rinnovabili possano essere l’ennesimo business per devastare l’ambiente”, dall’altro è al timone del territorio più prolifero per le rinnovabili, appunto.

Esiste una linea di equilibrio tra questi due apparenti estremi?

NV: La necessità di intraprendere una strada alternativa a quella delle fonti fossili impone una considerevole produzione di energia da fonte rinnovabile, è una via obbligata. Relativamente allo sviluppo delle energie green nella nostra regione, noi vorremmo entrare in una seconda fase, immaginare cioè che il fotovoltaico diventi un elemento dell’arredo urbano, la copertura degli edifici pubblici, delle scuole, dei capannoni industriali. Esistono milioni di metri quadrati pronti ad accogliere questa tecnologia e noi in questa direzione vorremo muoverci.  Vorremmo anche immaginare che le rinnovabili non siano soltanto una componente di produzione energetica, ma anche un nuovo stile di vita dei cittadini. Ciò presuppone una vera e propria rivoluzione culturale che deve passare da ogni persona.

MS: Voi avete dimostrato a livello territoriale che è possibile, nella realtà,  cambiare  l’attuale modello energetico. Oltre alla rivoluzione delle rinnovabili, però,  occorrerebbe quella delle reti intelligenti…

NV: Assolutamente si. Le dirò di più. Attualmente la vera priorità, anche rispetto alle rinnovabili, sono le reti intelligenti.  Bisogna rapidamente adeguare il vecchio sistema di distribuzione, concepito sulla base della produzione di energia nella grandi centrali.  Quindi immense dorsali, con dispersioni nazionali calcolate quasi come la produzione di due centrali nucleari,  e una miriade di ramificazioni fino al singolo utente isolato.  L’obiettivo è la realizzazione delle smart grid, cioè sistemi di rete intelligenti, che consentano a più consumatori/produttori di rinnovabili di  dialogare tra loro e scambiare o conservare energia in modo intelligente, e ottimizzandone i consumi. E’ questa la nostra attuale e più grande scommessa.  E sono personalmente convinto che il tema delle smart grid  dovrà stimolare sempre di più le politiche pubbliche.

Credo che lo sviluppo dell’energia sostenibile passi prima di tutto da quello delle reti di trasmissione e noi dobbiamo impegnarci affinchè vengano rimossi gli ostacoli alla loro modernizzazione. Insomma, il tema delle smart grids è un elemento nodale che deve costituire un punto di convergenza tra tecnologia e orientamento politico.

SM: Con quale finalità?

NV: Proporre un modello di crescita economica più dolce.

SM: Infine, Presidente: l’eccellenza pugliese sul tema della sostenibilità e della green economy ha varcato i confini nazionali. C’è chi vi ha chiesto di proporla come “nuovo modello di sviluppo” internazionale…

NV: Si, effettivamente. La proposta è arrivata dalla rete R20, l’Organizzazione per lo sviluppo delle energie rinnovabili e la lotta ai cambiamenti climatici nel Mediterraneo presieduta da Arnold Schwarznegger. R20 ha chiesto alla Puglia, in considerazione della nostra leadership nella produzione di energia da fonte rinnovabile, di avviare una cooperazione internazionale su grandi temi come l’efficienza energetica, la produzione di energia rinnovabile, l’uso sostenibile delle risorse come terra ed acqua. Questa Cooperazione è finalizzata alla stesura del “Piano d’azione per la green economy e l’uso efficiente delle risorse nel Mediterraneo” ed è stata recentemente sancita dalla firma, a Ginevra, di una lettera di intenti  che ci coinvolge in un prestigioso percorso.   Dovremo infatti sviluppare proposte, coinvolgendo l’intero sistema regionale, i centri di ricerca, le eccellenze tecnologiche e le realtà economico/imprenditoriali pugliesi, e si concluderà ufficialmente al vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile RIO+20 che si terrà il prossimo giugno a Rio de Janeiro.