• Articolo Roma, 28 novembre 2018
  • Crippa rassicura il settore della geotermia: Incentivi nel decreto FER2

  • Il nuovo provvedimento dovrebbe assicurare una disciplina più organica alla geotermia, promuovendo la qualificazione tecnologica e quella ambientale

geotermia Incentivi

 

 

Nel prossimo decreto rinnovabili, incentivi la geotermia innovativa e a basso impatto ambientale

(Rinnovabili.it) – La geotermia italiana non rimarrà senza sostegni, ma tutte le azioni dedicate al settore saranno prese in considerazioni in secondo provvedimento normativo, l’atteso Decreto FER2. Dopo le polemiche dei giorni scorsi sulla rimozione del capitolo geotermico dallo schema del Decreto FER1, arrivano le prime rassicurazioni del governo. A spiegare la decisione di escludere gli impianti geotermoelettrici dal gruppo B dei bandi, è il Sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega all’energia Davide Crippa che, con un breve nota, fa chiarezza sul tema. “Lo schema di decreto d’incentivazione FER1, al momento in fase di approvazione, non comprende tutte le fonti energetiche rinnovabili, ma solo quelle con una pluralità di operatori e un basso livello di costi”, ha spiegato Crippa.

 

 

 

Il provvedimento in questione, oggi al vaglio della Conferenza Unificata, ha il suo punto di forza sulla neutralità tecnologica: tecnologie diverse competono per gli stessi contingenti di potenza e l’assegnazione delle tariffe incentivanti tramite aste a ribasso premia gli operatori rinnovabili capaci di produrre l’energia a minor costo. Questo meccanismo, secondo il MISE potrebbe penalizzare il comparto. “La geotermia più avanzata tecnologicamente, proprio per la sua ridotta offerta complessiva e i pochissimi operatori, verrebbe penalizzata dalla partecipazione a questo meccanismo”, ha aggiunto il Sottosegretario. Per questo motivo il Governo ha preferito spostare l’assegnazione degli incentivi al futuro decreto FER2, per il quale – come di consueto – sarà avviato un confronto con le Associazioni e gli operatori del settore.

 

>>Leggi anche Decreto FER 1, ARERA: per aste efficienti rimuovere il floor price<<

“Il decreto FER2 – continua Crippa – permetterà di assicurare una disciplina più organica alla geotermia, promuovendo la qualificazione tecnologica e soprattutto quella ambientale, sotto il profilo dell’abbattimento delle emissioni anche degli impianti esistenti. L’obiettivo è quello di andare incontro alle preoccupazioni provenienti dai Comitati di cittadini presenti sui territori”. Ricordiamo che le ultime norme in tema geotermico davano la priorità a impianti per i quali l’autorizzazione prescrive una riduzione di almeno il 98% di idrogeno solforato e di mercurio tramite il sistema di abbattimento AMIS.

3 Commenti

  1. cosimo
    Posted novembre 29, 2018 at 10:46 am

    se si voglion finanziare impianti geotermici nuovi molto piu’ rispettosi dell’ambiente in termini di emissioni.. ben venga! Ma se impianti vecchi che sfumacchiano da un secolo schifezze devono essere finanziati per continuare a sopravvivere solo se foraggiati da noi.. io non ci sto, per quel che conta la mia opinione

    • anicroberto@virgilio
      Posted dicembre 2, 2018 at 2:31 pm

      Ho lavorato per 35 anni nelle centrali geotermiche, sono stati fatti tanti passi in avanti dal lontano 1970 sia sulla sicurezza che sul rispetto dell’ambiente, credo che oggi possiamo affermare, vista anche la mentalità delle maestranze che suddette centrali, anche se vecchie, possono essere esempio per il non inquinamento e per la sicurezza.

  2. Nedo
    Posted dicembre 2, 2018 at 9:17 am

    Sig Cosimo,
    Dispiace sentire tutta la superficialità delle sue parole. La geotermia è una energia preziosa e pulita più di quanto lascino intendere le sue parole. Se gli impianti, come dice Lei, sfuma chiamo da più di 100 anni, non hanno recato danno a nessuno e le indagini degli organismi sanitari dicono che nella zona geotermica non ci sono cause di morte o danno dovute alla geotermia. In passato è stato usato amianto. Come in tantissime altre realtà quando non si sapeva della sua pericolosità. Lo si trova nelle scuole, sui treni, negli edifici pubblici. Oggi però non et così. Anzi si sta attuando un poderoso è serio lavoro di recupero e di bonifica grazie ad Enel e agli enti pubblici. Ma come si capisce bene, il problema amianto non è legato alla geotermia ma a scelte ingegneristiche generali e datate. Viva la geotermia e il benessere che grazie al suo sfruttamento produce per la zona è per la regione Toscana. E quindi all’economia del Paese. Il testo sono chiacchiere da bar.

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

Puoi usare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Current ye@r *