• Articolo Giacarta, 8 aprile 2014
  • Un progetto per il 2025

    Dalla geotermia indonesiana la promessa di 6.500 impianti

  • Il progetto energetico dell’Indonesia punta a sfruttare l’enorme potenziale nazionale e a realizzare 6500 nuove centrali entro il 2025

geotermia(Rinnovabili.it) – L’Indonesia si concentra sulle rinnovabili annunciando un’asta che metterà a disposizione delle aziende interessate la possibilità di realizzare impianti geotermici sfruttando un potenziale energetico con un valore complessivo di 375 MW.

Numerose aree del paese vantano un notevole potenziale energetico e per questo il Governo ha deciso di metterle a disposizione per aumentare la produzione nazionale di energia da fonti rinnovabili.

 

Il responsabile del settore geotermico del Ministero dell’Energia e delle Risorse Minerarie, Tisnaldi, ha evidenziato come le aree ad alto potenziale includano il Lago Ranau a Lampung con una capacità potenziale produttiva di 110 MW, il  Monte Lawu nel centro e nell’est di Java con 100 MW di capacità, Mataloko nell’East Nusa Tenggara, con 30 MW, Simbolon Samosir nel Nord di Sumatra, con 80 MW e Way Ratai a Lampung con 55 MW di potenza sfruttabile. Nonostante le sue abbondanti risorse geotermiche, il paese ha solo poche centrali geotermiche ma si stima che il potenziale geotermico raggiunga i 29 gigawatt (GW), circa il 40 per cento delle risorse mondiali. Tuttavia ad oggi, la potenza installata delle centrali geotermiche è soltanto 1,3 GW.

Quest’anno, si potrà contare solo su 62 nuovi MW di capacità aggiuntiva proveniente dalla centrale di Patuha (55 MW), dall’impianto Ulumbu (5 MW) e dagli impianti Cibuni (2 MW), secondo quanto riferito dal Ministro Tisnaldi. “Se avviamo nuove gare ora, la capacità aggiuntiva si vedrà solo nei prossimi 6-7 anni”, ha detto il ministro ricordando che il progetto del governo prevede lo sviluppo di piani energetici per un totale di 6500 nuove centrali geotermiche da attivare entro il 2025 sperando in un aumento annuo della capacità istallata di almeno 465 MW se si vuole realmente far fronte alle promesse energetiche.