• Articolo Sidney, 25 febbraio 2013
  • Con un utilizzo netto d’acqua pari a zero

    Geotermia per il supercomputer australiano

  • Il centro di calcolo sfrutterà il raffreddamento delle acque sotterranee risparmiando circa 38.5 milioni di litri ogni anno

(Rinnovabili.it) – Sarà la terra a raffreddare i bollenti spiriti del nuovo supercomputer del Pawsey Centre, un impianto da 80 milioni di dollari attualmente in costruzione nel quartiere di Kensington, a sud di Perth. Grazie all’intervento del Geothermal Project del CSIRO, il mega calcolatore potrà infatti avvalersi di una nuova soluzione di raffreddamento in grado di tagliare drasticamente i consumi idrici ed energetici normalmente associati per queste operazioni. La sfida di raffreddamento del nuovo supercomputer – che fornirà le competenze di calcolo a supporto del più grande radiotelescopio a livello mondiale – è stata una delle forze trainanti del progetto CSIRO. “I computer generano molto calore, come chiunque si sia seduto con un computer portatile sulle ginocchia sa”, ha spiegato il direttore del progetto CSIRO, Steve Harvey. “I supercomputer, come potete immaginare, usano grandi quantità di energia elettrica, gran parte della quale è convertita in calore e richiede pertanto efficaci meccanismi di riscaldamento”.

 

Il sistema impiegato per dissipare il calore è noto “come raffreddamento delle acque sotterranee, e opera pompando acqua fresca da una profondità di circa 100 metri attraverso uno scambiatore di calore a livello della superficie che raffredda la macchina e poi re-inietta il fluido nuovamente sottoterra”, ha affermato Harvey. E anche se l’acqua restituita alla falda è di qualche grado più calda dell’ambiente circostante, gli scienziati assicurano che il sistema a è stato appositamente progettato per prevenire  gli impatti negativi. Inoltre con un utilizzo netto delle acque sotterranee pari a zero, il sistema mira anche a guadagnarsi l’etichetta di impianto ecologico. Il CSIRO stima che l’utilizzo dell’impianto geotermico farà risparmiare circa 38.5 milioni di litri di acqua ogni anno, rispetto all’impiego delle tradizionali torri di raffreddamento, un quantitativo sufficiente a riempire oltre 15 piscine olimpioniche.