• Articolo Nairobi, 21 febbraio 2013
  • Energia dal cuore della Terra per il Kenya

    La Banca di Sviluppo africana al lavoro sulla geotermia

  • Un nuovo modello finanziario sta lentamente emergendo in Africa orientale per supportare lo sviluppo della fonte geotermica

La Banca di Sviluppo africana al lavoro sulla geotermia(Rinnovabili.it) – Il progetto Menengai, in Kenya, ha aperto la strada. Ora l’African Development Bank (AfDB) è pronta a portare la sua esperienza in materia di geotermia anche al resto dell’Africa Orientale. Accanto a mega progetti, come l’impianto keniota da 400 MW, l’istituto di credito si concentrerà sull’implementazione di una serie di unità geotermiche su piccola scala, adattandole al contesto specifico di ogni paese della Rift Valley orientale che abbia dimostrato particolari potenzialità in tema di sfruttamento del calore della terra.

 

Ne sono un esempio le collaborazioni portate avanti con il governo di Gibuti per la  costruzione di una centrale da 50 MW nella regione Lago Assal o con l’Etiopia, dove AfDB ha svolto un ruolo di primo piano nella definizione di una roadmap di sviluppo geotermico. Come spiegato da Tonia Kandiero, rappresentante dell’AfDB in Tanzania, “La nostra ambizione è quella di sostenere un rapido sviluppo del grande potenziale non sfruttato di questa risorsa nella regione orientale dell’Africa. Ad oggi sono stati messi a regime solo 217 MW di energia geotermica, la maggior parte in Kenya. Un risultato insignificante rispetto all’enorme potenziale della regione, che è stimato in 10 GW soltanto nella repubblica kenyota”.

 

In realtà, nella Rift Valley sta lentamente emergendo un nuovo modello di sostegno alle risorse geotermiche che comporta il finanziamento con prestiti agevolati della fase iniziale e delle attività ad alto rischio – per lo più connesse alle attività di perforazione – da parte delle istituzioni finanziarie come la Banca africana di sviluppo. Il finanziamento va ad una società di scopo incaricata di esercitare le attività di perforazione che a sua volta apre la strada agli investitori privati ​​interessati a realizzare gli impianti di estrazione del calore sotterraneo.