• Articolo Canberra, 27 marzo 2012
  • Alla ricerca delle giuste “hot rocks”

    Perforazioni virtuali per esplorare la geotermia australiana

  • Il National ICT Australia è stato scelto per condurre un progetto biennale, in cui il trattamento analitico di grandi volumi di dati sarà utilizzato per individuare le fonti geotermiche del Paese

(Rinnovabili.it) – Cosa manca sotto il profilo geotermico all’Australia? Nulla stando a quanto riferito dal Centro nazionale per la ricerca geo-scientifica australiana. L’istituto stima addirittura che l’1% dell’energia geotermica in Australia potrebbe soddisfare il fabbisogno annuo del paese per 26.000 anni. Per questo motivo il Centro Nazionale per l’Energia Rinnovabile ha deciso di lanciare un nuovo progetto, battezzato Big Data, in joint venture con il National ICT Australia (NICTA) e finalizzato allo sviluppo delle potenzialità energetiche del sottosuolo australiano attraverso l’impiego delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Il progetto finanzierà con 5 milioni di dollari un team di studiosi a cui toccherà il compito di sviluppare strumenti automatizzati per promuovere la ricerca sul campo, utilizzando l’elaborazione analitica e tecniche di apprendimento automatico invece dei comuni metodi di perforazione.  Questo strumento di gestione delle informazioni consentirà, infatti, di monitorare le fonti più in profondità, tagliando i normali costi di esplorazione. “L’Australia possiede ricche risorse geotermiche, ma è difficile da individuare e sfruttare”, spiega Hugh Durrant-Whyte, direttore di NICTA. “Applicheremo dunque la nostra esperienza nel campo dell’ICT per creare un software in grado di superare queste sfide”. L’iniziativa fa parte di un programma energetico più ampio a favore delle eco-energie, per il quale il Governo ha stanziato ben 126 milioni dollari australiani.