• Articolo Bolzano, 6 dicembre 2016
  • Bolzano: Legge idroelettrico, equilibrio tra economia ed ecologia

  • Ruffini (APPA): “I concessionari sono tenuti a investire sul territorio, sotto forma di compensazioni ambientali, destinando risorse alle amministrazioni municipali”

Bolzano: Legge idroelettrico, equilibrio tra economia ed ecologia

 

(Rinnovabili.it) – Due anni fa la Provincia di Bolzano ha promulgato una nuova legge sulle piccole e medie derivazioni idroelettriche. L’obiettivo era dare al settore idroelettrico uno sviluppo più organico e sostenibile, che non danneggiasse il territorio ma che rimanesse appetibile per gli investitori.

 

E a due anni dall’entrata in vigore del provvedimento, la giunta provinciale si può dire pienamente soddisfatta. Le disposizioni sono riuscite a creare un punto di raccordo tra sviluppo energetico e tutela ambientale, determinando benefici sia per gli sviluppatori, attraverso iter burocratici semplificati, che per gli enti locali, a cui vengono pagate le “compensazioni ambientali” per ogni progetto realizzato.

 

“L’Alto Adige ha più di mille concessioni tra piccole, medie e grandi – ha sottolineato l’assessore Richard Theiner – ed era giunta l’ora di cercare un maggiore equilibrio fra gli aspetti economici e quelli ecologici, fra uno sfruttamento delle risorse e la necessaria tutela delle fonti idriche. Lo abbiamo fatto con una nuova regolamentazione che mette al centro la sostenibilità ambientale”.

 

La nuova legge ha introdotto procedure amministrative più snelle, una maggiore trasparenza e chiarezza delle stesse e un’aumentata responsabilità dei gestori di derivazioni e impianti nei confronti dell’ambiente.

 

“Delle 418 richieste giacenti a gennaio 2015 – spiegato il direttore dell’APPA, Flavio Ruffini assieme al direttore dell’Ufficio elettrificazione Roberto Ghizzi – ne rimangono solamente 159,68 delle quali presentate dopo l’entrata in vigore della nuova legge”.

 

Le domande sono valutavate in maniera scrupolosa, archiviando tutte quelle che possono essere in diretto conflitto con la tutela ambientale, e facilitando quelle compatibili con la strategia provinciale di sostenibilità.

 

“Inoltre – ha concluso Flavio Ruffini – non bisogna dimenticare il fatto che anche le medie derivazioni idroelettriche sono diventate di pubblico interesse. Ciò significa che i concessionari sono tenuti a investire sul territorio, sotto forma di compensazioni ambientali, destinando risorse alle amministrazioni municipali che in questo modo possono finanziare opere utili alla comunità. Ciò ricopre un grande valore, soprattutto nelle zone maggiormente periferiche del territorio provinciale”.

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