• Articolo Roma, 14 marzo 2016
  • Eventi meteo estremi, alla sicurezza energetica ci pensa CIPCast

  • ENEA e ACEA stanno sperimentando un software che gestisce i possibili rischi per le infrastrutture energetiche ed idriche in caso di eventi meteorologici estremi

Eventi meteo estremi, alla sicurezza energetica ci pensa CIPCast

 

(Rinnovabili.it) – Il clima sta cambiando e con lui l’intensità degli impatti meteorologici. Nubifragi, alluvioni, smottamenti, mareggiate, siccità e lunghi periodi di caldo o di gelo stanno divenendo sempre più intensi e sempre più frequenti. Se i piani di adattamento possono fare molto in questo contesto, una mano altrettanto importante la può dare una puntuale previsione del rischio. E’ in questo contesto che si colloca CIPCast, l’innovativo software dedicato alla sicurezza energetica. Sviluppato dal Laboratorio Analisi e Protezione delle Infrastrutture Critiche dell’ENEA e testato nella control room di ACEA Distribuzione a Roma, il programma nasce con un preciso intento: elaborare e fornire previsioni di rischio per le infrastrutture energetiche e idriche in caso di eventi meteo estremi in contesto urbano. Per farlo il software integra ed elabora una serie di informazioni: i dati geospaziali, le previsioni meteo fino a 1 ora (nowcasting) e a breve-medio termine con i dati sull’assetto idrogeologico e sulla ricorrenza di eventi sismici e di altri eventi naturali di rilievo.

 

“Una volta acquisiti i dati da sensori e previsioni meteo – spiega Vittorio Rosato, responsabile del Laboratorio Analisi e Protezione delle Infrastrutture Critiche dell’ENEA – l’applicazione elabora gli scenari di rischio, identifica gli elementi delle infrastrutture in pericolo, stima l’impatto sui servizi e quantifica gli effetti che la loro eventuale interruzione potrebbe produrre su cittadini e sistema produttivo. Avere a disposizione queste informazioni– prosegue Rosato – consente non solo all’azienda di energia elettrica, ma anche a chi amministra la città e si occupa della sua sicurezza di gestire situazioni di crisi e predisporre strumenti efficaci per interventi rapidi”.

 

Le città rappresentano il cuore della sfida contro il clima in tutto il mondo. Solo in Italia, gli eventi catastrofici degli ultimi cinque anni hanno causato seri danni alle infrastrutture energetiche con ben 43 i giorni di blackout elettrici dovuti al maltempo (5 nel 2015, 7 nel 2014, 7 nel 2013, 10 nel 2012, 6 nel 2011 e 8 nel 2010): da Lecce a Biella, da Catania a Grosseto, da Padova a Lesina, a Cortina e il Cadore, alla Sardegna. Il 4 febbraio 2012, in particolare, sono state 4 le regioni con 120.480 utenze senza elettricità: 95.000 nel Lazio, 7.480 in Abruzzo, 5.800 in Molise e 12.200 in Campania.

 

Il progetto che rientra nell’ambito del progetto RoMA (Resilience enhancement of Metropolitan Areas) è ora in fase di test nella Capitale e consentirà di dare indicazioni a Protezione Civile ed Enti Locali per strategie e azioni da mettere in campo per ridurre l’impatto degli eventi meteo e ripristinare efficacemente i servizi. “Preservare la rete elettrica da eventuali guasti o interruzioni è prioritario per evitare conseguenze sulla  popolazione e il cosiddetto effetto domino, ossia un blackout esteso su altre infrastrutture critiche che garantiscono servizi essenziali come l’acqua potabile, lo smaltimento dei rifiutiil traffico ferroviario e le telecomunicazioni“, commenta Maurizio Pollino, ricercatore del Laboratorio Analisi e Protezione delle Infrastrutture Critiche dell’ENEA.

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