• Articolo Londra, 11 gennaio 2016
  • Idroelettrico: il boom delle mega dighe minaccia un terzo dei pesci

  • Nei bacini dell’Amazzonia, del Congo e del Mekong sono in progetto oltre 450 dighe idroelettriche. Se venissero realizzate l’impatto sulla fauna sarebbe devastante

Idroelettrico: il boom delle mega dighe minaccia un terzo dei pesci

 

(Rinnovabili.it) – Un terzo dei pesci d’acqua dolce del mondo potrebbe scomparire, se venisse dato seguito all’ondata di piani di realizzazione di nuove mega dighe idroelettriche nei bacini dell’Amazzonia, del Congo e del Mekong. L’allarme arriva da  39 scienziati americani, brasiliani ed europei che hanno voluto analizzare i possibili effetti sulla biodiversità fluviale di centinaia di progetti di idroelettrico, pronti ai nastri di partenza.

 

Ad oggi pochissime dighe sono state costruite nei bacini dei tre grandi fiumi tropicali, essenzialmente per problemi tecnici. Ma l’aumento della domanda di energia pulita e di nuove strade in aree una volta considerate inaccessibili, ha rimescolato le carte in gioco, anteponendo lo sfruttamento forzato a qualsiasi criterio di sostenibilità.

Gli errori e i danni di questo tipo di scelta energetica, non sono neppure stati nascosti. Basti pensare alla gigantesca diga delle Tre gole in Cina: nel 2011  il comitato direttivo del Consiglio di Stato ha rilasciato una dichiarazione ufficiale per riconoscere i gravi difetti del progetto. Il documento riporta come nei 17 anni di lavori per la sua realizzazione, la diga ha costretto all’evacuazione 1.4 milioni di persone, prodotto problemi ecologici e geologici e determinato siccità e inondazioni nelle province a valle.

 

Ma la storia non insegna e per i tre bacini fluviali in questione sono in cantiere oltre 450 chiuse idroelettriche.

Se le dighe venissero costruite, la biodiversità d’acqua dolce tropicale potrebbe essere devastata, affermano gli scienziati in un lavoro pubblicato in questi giorni sulla rivista Science. Gli autori sostengono anche che governi e progettisti abbiano sbagliato clamorosamente nel valutare i veri benefici e i costi dei progetti idroelettrici di grandi dimensioni. “Si stima che circa il 75% delle grandi dighe abbia sforato i costi. Le proiezioni economiche frequentemente escludono o sottovalutano i costi di mitigazione ambientale, come nel caso dei 26 miliardi di dollari spesi dalla Cina per minimizzare gli impatti ecologici della diga delle Tre Gole”.

“Le istituzioni che consentono e finanziano lo sviluppo idroelettrico dovrebbero richiedere analisi su scala-bacino che rappresentino gli impatti cumulativi e il cambiamento climatico. Aggiustamenti legati al buon senso nelle procedure di valutazione dovrebbero garantire che gli obiettivi della società nella produzione di energia siano soddisfatti, evitando i progetti più dannosi per l’ambiente”.

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