• Articolo Roma, 26 ottobre 2011
  • Firmato l'accordo che aggiorna l’intesa del 2009

    Italia e Serbia unite dall’idroelettrico

  • L’energia prodotta dalle centrali idroelettriche sui fiumi serbi Ibar e Drina sarà destinata al consumo nel mercato italiano

(Rinnovabili.it) – L’energia idroelettrica è il cuore del nuovo accordo firmato ieri dal Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani e il Ministro delle Infrastrutture con l’Energia serbo, Milutin Mrkonjic. A consolidamento di quanto siglato nel marzo e successivamente, nel novembre 2009, le due nazioni hanno deciso di aggiornare i propri rapporti di cooperazione industriale attraverso una serie di progetti comuni come previsto dalla Direttiva europea sulle fonti rinnovabili. Il primo di questi vedrà coinvolti investitori italiani e serbi per la costruzione di centrali idroelettriche sui fiumi Ibar e Drina, nonché tra gli operatori di trasmissione del sistema elettrico della Serbia, EMS e dell’Italia, Terna; l’energia prodotta sarà quindi destinata al consumo nel mercato tricolore, conteggiandola nell’obiettivo nazionale (nel PAN è previsto che dall’area dei Balcani siano importati 6 TWh/anno).

L’accordo stabilisce le condizioni, anche tariffarie, in base alle quali saranno realizzate tali centrali, garantendo il transito a lungo termine sull’interconnessione elettrica tra Serbia e Montenegro e, da questa, verso l’Italia attraverso l’elettrodotto già programmato. A fronte dell’ intesa verranno attivati circa 800 milioni di euro che si andranno ad aggiungere ai 775 milioni previsti per l’interconnessione montenegrina. “Questi progetti – ha spiegato con soddisfazione il Ministro Romani – convergono a due interessi reciproci: quello italiano di investire sullo sviluppo di progetti congiunti per contribuire al raggiungimento al 2020 dell’obiettivo del 17% di fonti rinnovabili fissato in ambito europeo, e quello dei Paesi dell’area balcanica di sviluppare le loro fonti interne, rafforzando al contempo la cooperazione industriale e la loro integrazione nel sistema europeo”.