• Articolo Londra, 27 marzo 2018
  • Per ridurre le emissioni la Shell invoca l’idrogeno

  • La società ritiene che l’idrogeno possa rappresentare il 10% del consumo globale di energia entro la fine del secolo. Ma i tempi della decarbonizzazione sono troppo in là nel tempo

idrogeno

 

La Shell immagina un futuro fatto di aerei e camion a idrogeno

(Rinnovabili.it) – Le pressioni degli azionisti aumentano e anche un colosso petrolifero con la Shell è costretto suo malgrado parlare di riduzioni delle emissioni e lotta al cambiamento climatico. All’assemblea annuale di maggio gli shareholder chiederanno formalmente alla compagnia di avviare una progressiva dismissione delle attività nel comparto fossile per contrastare gli effetti del settore sul clima. Ecco perché, per la prima volta, il colosso ango-olandese si trova costretto a pubblicare un report sulle modalità con cui raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

 

Sky Scenario, questo il nome della pubblicazione, illustra quello che viene definito “un percorso tecnicamente possibile ma impegnativo” per combattere il riscaldamento globale. “Lo scenario Sky delinea quello che riteniamo essere un percorso tecnologicamente, industrialmente ed economicamente possibile, coerente con la limitazione dell’innalzamento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2 ° C rispetto ai livelli preindustriali. Rivela il potenziale per un sistema energetico emergente che porti l’energia moderna a tutti nel mondo, senza offrire un’eredità climatica alla quale la società non possa adattarsi”.

 

>>Leggi anche Un impianto solare nell’oceano che produce idrogeno dall’acqua marina<<

 

L’elemento clou nella visione di Shell? L’idrogeno. Secondo gli autori, i sistemi d’elettrolisi per la produzione di  questo vettore aumenteranno progressivamente nel mondo, prima come elementi per lo stoccaggio delle rinnovabili non programmabili, poi come impianti integrati per il base-load. La società ritiene che l’idrogeno possa rappresentare il 10% del consumo globale di energia entro la fine del secolo, prestandosi a decarbonizzare anche il settore trasporti, in particolare l’aviazione. Lo scenario prevede addirittura il primo volo intercontinentale a idrogeno nel 2040, affermando che entro il 2070, la maggior parte dei camion sarà alimentata da idrogeno o batterie. Un passaggio favorito anche dal declino del consumo di combustibili fossili: le vecchie strutture petrolifere e del gas potranno essere riproposte per lo stoccaggio e il trasporto dell’idrogeno. Il rapporto indica anche che la domanda di petrolio ristagnerà dopo il 2020, seguita da quella del gas che cadrà rapidamente dal 2040 a causa della concorrenza delle rinnovabili.

2 Commenti

  1. marco
    Posted marzo 27, 2018 at 2:11 pm

    Qualcuno mi deve spiegare perchè l’idrogeno conviene. E in quali casi.
    D’accordo che gli scarichi non sono inquinanti. Vapore acqueo.
    Nei motori a combustione, inclusi i turboreattori degli aerei, il rendimento è circa la metà rispetto all’elettrico, comprese le celle a combustibile che ancora arrancano per diventare economiche.
    Posso capire che nel settore aereo trasportare un pieno di idrogeno convenga come peso rispetto alle batterie. C’è qualcosa di decisivo che mi sfugge?

  2. moreno
    Posted marzo 27, 2018 at 2:50 pm

    Questa frase ti spiega l’appetabilità dell’idrogeno per shell e i suoi concorrenti : ” le vecchie strutture petrolifere e del gas potranno essere riproposte per lo stoccaggio e il trasporto dell’idrogeno.”.

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