• Articolo Newark, 6 settembre 2017
  • Fuel cell a idrogeno, il tungsteno le renderà più economiche

  • Celle a combustibile più piccole, potenti ed economiche: l’Università del Delaware è convinta di aver trovato il modo per accelerare la mobilità a idrogeno

 

Fuel cell a idrogeno

 

Nuovi progressi per le fuel cell a idrogeno

(Rinnovabili.it) – Nonostante le grandi promesse fatte negli anni, la mobilità a idrogeno stenta a decollare. Tra i numerosi motivi che legano al palo questo settore, c’è anche il costo proibitivo, in termini di produzione su larga scala, delle celle a combustibile. Il problema principale è il catalizzatore impiegato dalle fuel cell a idrogeno, ossia il materiale usato per facilitare e accelerare la reazione elettrochimica interna alla cella. Il migliore per questo tipo di lavoro? Il platino, metallo prezioso i cui costi si aggirano intorno ai 30mila dollari il chilo.

 

Le alternative più economiche, sperimentate sino a oggi, hanno dimostrato di non essere all’altezza. Ora, tuttavia, un team di ingegneri dell’Università del Delaware è convinto di aver trovato una soluzione per battere le prestazioni dei dispositivi tradizionali, abbassandone i costi. Gli scienziati hanno realizzato un catalizzatore composto di nanoparticelle in carburo di tungsteno attraverso un nuovo metodo più semplice e più facilmente scalabile rispetto a quelli impiegati sino a oggi. E soprattutto ad un prezzo notevolmente ridotto dal momento che il carburo di tungsteno costa solo 150 dollari al chilo.

 

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Il materiale è normalmente realizzato a temperature molto alte, circa 1.500 gradi Celsius e a queste temperature cresce ma mantenendo una piccola superficie per le reazioni chimiche“, spiega Dionisios Vlachos, tra gli autori dello studio. “Il nostro approccio è uno dei primi a realizzare il materiale in nanoscala con elevata superficie, in maniera da essere commercialmente rilevante per la catalisi”.

 

I ricercatori hanno creato le nanoparticelle utilizzando una serie di passaggi che comprendono il tecniche come il trattamento idrotermale e la carburazione.

“Possiamo isolare le singole nanoparticelle del carburo di tungsteno durante il processo e distribuire in maniera uniforme le dimensioni”, ha aggiunto il collega Weiqing Zheng. Una volta prodotto, i ricercatori hanno incorporato il nuovo catalizzatore nella membrana di una fuel cell a idrogeno, nota come fuel cell a membrana a scambio protonico (PEMFCs). I test condotti hanno permesso di rilevare che il catalizzatore è in grado di ottimizzare le prestazioni della membrana, prolungandone la vita. “Il catalizzatore a basso costo che abbiamo sviluppato può essere incorporato all’interno della membrana per migliorare le prestazioni e la densità di potenza”, afferma Zheng. “Di conseguenza, la dimensione fisica dello stack di celle può essere ridotta per la stessa potenza, rendendola più leggera e più economica“.

 

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Un Commento

  1. Michele
    Posted settembre 23, 2017 at 8:51 am

    interessante per gli impieghi stazionari, per l’autotrasporto molto meglio DMFC+metanolo

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