• Articolo Stoccolma, 11 maggio 2018
  • In Svezia nascerà Hybrit, la prima acciaieria a idrogeno

  • L’impianto pilota è in costruzione nel nord del paese e produrrà acciaio utilizzando idrogeno prodotto da energia rinnovabile. Le uniche emissioni saranno il vapore acqueo

hybrit acciaio idrogeno

 

Sono partiti a Luleå i lavori di realizzione di Hybrit, l’acciaieria a idrogeno sperimentale

(Rinnovabili.it) – Basta coke e carbone: in Svezia la produzione dell’acciaio testa per la prima volta l’uso dell’idrogeno. A fare da apripista è Hybrit (http://www.hybritdevelopment.com), progetto lanciato due anni dalla joint venture fra LKAB, SSAB e Vattenfall con l’obiettivo di creare una catena del valore, nel settore, priva di combustibili fossili. L’iniziativa ha superato le fasi di test e redatto il piano di pre-fattibilità, e ora si accinge a realizzare il primo impianto pilota nella città settentrionale di Luleå a 250 km dai giacimenti minerari di Norrbotten.

L’industria siderurgica è uno dei settori ad alta emissione di CO2, (7% del carbonio rilasciato a livello globale) – spiega SSAB – Si prevede che l’incremento demografico e l’espansione dell’urbanizzazione in espansione determineranno un aumento della domanda globale di acciaio entro il 2050. L’impronta di carbonio nel settore dell’acciaio è quindi una sfida sia per l’Europa che per il mondo”.

 

>>Leggi anche Dall’Università del Maryland il super legno forte come l’acciaio<<

 

Lo scopo di Hybrit è quello di creare la prima acciaieria a idrogeno al mondo, sostituendo gli altiforni per la fusione del minerale con un sistema di riduzione diretta del ferro a zero emissioni di CO2. “Attualmente si utilizzano carbone e coke, che vengono spediti in Svezia da luoghi come l’Australia, per ridurre i minerali ferrosi. L’idea alla base di HYBRIT è quella di impiegare in alternativa l’idrogeno prodotto con l’elettricità da fonti rinnovabili. Le emissioni sarebbero quindi normale vapor acqueo”, chiarisce la joint venture.

I piani prevedono di lavorare con la struttura pilota per alcuni anni, fino al 2024. L’impianto dovrebbe avere una capacità di riduzione del ferro di circa 1-2 tonnellate all’ora e sarà impiegato per lo più come strumento sperimentale. Dal 2025, i tre partner si impegneranno a costruire un’acciaieria a idrogeno dimostrativa che funzioni come una vera struttura industriale, operativa 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e con una capacità di mezzo milione di tonnellate all’anno.

 

>>Leggi anche Aree siderurgiche: da Gesteco e Herambiente l’impegno per il risanamento<<

 

Ma il progetto intende andare oltre la semplice fase produttiva: “La siderurgia senza fossili inizia nella miniera e attualmente stiamo lavorando intensamente su come progettare la prossima generazione di impianti a pellet e realizzare una futura miniera ‘elettrizzata’ e automatizzata”, aggiunge Jan Moström, Presidente e CEO di LKAB.

Una nota su costi: attualmente Hybrit – che si è guadagnato un finanziamento da parte del governo svedese – presenta spese di produzione del 20-30% superiori ai metodi tradizionali. Ma i progettisti sono convinti che il divario di costo “si ridurrà” quando i prezzi del carbonio saliranno e quelli dell’elettricità verde saranno diminuiti.

Un Commento

  1. gaetano santonocito
    Posted ottobre 19, 2018 at 7:43 pm

    Sono membro del Consiglio Direttivo Idrogeno e Celle a Combustibile H2IT e collaboro con FCHJU . Posso dire che nell’impossibilità di produrre a idrogeno tutti gli 8 milioni di tonnellate anno che sono a regime in ILVA , sarebbe già buona cosa iniziare a convertire una parte dell’azienda e preparare un piano per arrivare gradualmente alla riconversione totale che potrei prevedere attorno al 2040 se si parte subito

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

Puoi usare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Current ye@r *