• Articolo Madrid, 31 gennaio 2012
  • Avanza la ricerca spagnola sulla conversione energetica dei rifiuti agricoli

    L’idrogeno si coltiva in vigna

  • L’Università di Castilla-La Mancha ha condotto un progetto di ricerca che mirava a ottenere gas idrogeno a partire dalla biomassa di scarto come vinacce e tralci di vite

(Rinnovabili.it) – I vigneti spagnoli potrebbero a breve non essere famosi solo per le produzioni di Rioja o di Jerez-Sherry. Grazie al lavoro condotto da Juan José Hernandez e Magin Lapuerta dell’Università di Castilla-La Mancha si sta studiando la fattibilità tecnica del processo di gassificazione accoppiato alla reazione di Dussan per la produzione di idrogeno a partire dagli scarti vinicoli.

Uno dei primi obiettivi del progetto è stato infatti quello di selezionare la tipologia di biomassa più appropriata per la sintesi di idrogeno, scelta ricaduta in questo caso su vinacce e tralci di vite. Il team di Hernandez e Lapuerta ha condotto un ampio studio sperimentale per analizzare il processo di gassificazione di queste biomasse, con l’obiettivo di selezionare le principali condizioni operative, cercando, da un lato, di massimizzare la produzione di idrogeno nel syngas e, dall’altro, di massimizzare l’efficienza dei processi e la qualità dei gas ottenuti.

A partire dai risultati ottenuti, i ricercatori dell’UCLM hanno deciso di procedere integrando al processo la reazione di Dussan o reazione di shift del gas d’acqua – in cui CO e acqua vengono fatti reagire insieme per ottenere idrogeno e CO2  – al fine di arricchire ulteriormente il primo gas ottenuto. Gli scienziati sono così riusciti a dimostrare come la produzione di “gas di sintesi” sia più efficace e ed economicamente sostenibile quando accoppiato ad un processo di conversione acqua-gas. “Di contro tuttavia –  spiega Hernandez., questa metodologia non ha ancora avuto un adeguato sviluppo industriale a causa di elevati costi di capitale, la mancanza di maturità tecnologica e di esperienza nell’uso di biomassa: per cui ha ancora bisogno di un grande sforzo di ricerca in questo campo”.