• Articolo Abu Dhabi, 14 gennaio 2013
  • Verso un percorso di crescita sostenibile

    Il futuro delle rinnovabili in Africa

  • Dall’assemblea dell’Agenzia internazionale delle rinnovabili, il report che mostra come il Continente africano possa affidare il proprio futuro alle energie verdi

(Rinnovabili.it) – L’Africa sta attraversando un rinnovato periodo di sviluppo economico e di trasformazione. La sua popolazione è in forte crescita e si prevede che entro il 2050 si possano contare fino a 2 miliardi di persone nel continente, il doppio rispetto ad oggi. Di conseguenza è destinato ad aumentare anche il suo fabbisogno energetico, con trend forse anche più veloci. Per continuare su questa strada, questo sviluppo dovrà essere alimentato e sostenuto passo passo da massicci investimenti nel settore dell’energia e per poter segnare la strada l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA) ha presentato ieri il rapporto “Africa’s Renewable Future – the Path to Sustainable Growth”.

 

Il rapporto, frutto di un’intesa collaborazione con i Paesi africani nel corso degli ultimi due anni, sostiene che il continente abbia il potenziale e la capacità di utilizzare le proprie risorse rinnovabili per soddisfare la maggior parte del suo fabbisogno elettrico futuro e sostenere l’elevata crescita economica. Per dimostrare come le energie verdi stiano già facendo la differenza, il documento riporta 18 esperienze africane di successo che possono facilmente essere replicate sul territorio. Parlando in occasione della presentazione del report, il direttore generale di IRENA, Adnan Z. Amin, ha spiegato come sia “il momento giusto” per scalare rapidamente le green energy in Africa. “Le risorse rinnovabili sono abbondanti, la domanda è in crescita, i costi tecnologici sono in calo e la volontà politica non è mai stata più forte”. E con risorse solari e idroelettriche di livello mondiale, da integrare in alcune regioni alla bioenergia, al vento e alle risorse geotermiche il territorio ha fin da oggi la capacità di rifornire sia i centri urbani ad alta densità che le zone rurali più remote.