• Articolo Austin, 15 gennaio 2020
  • USA e nuovi impianti petrolchimici: in arrivo 541 milioni di tonnellate di CO2

  • Secondo uno studio condotto dall’Università del Texas, una serie di progetti di impianti petrolchimici proposti in Texas e in Louisiana sarebbe in grado di generare da solo oltre l’8% delle emissioni totali di gas serra degli Stati Uniti. Secondo l’Environment Texas si tratta di un “progetto folle”.

Un boom multimilionario di progetti di impianti petrolchimici nel Golfo degli USA potrebbe far impennare le emissioni di gas serra.

 

(Rinnovabili.it) – Una serie di progetti di impianti petrolchimici proposti lungo la costa del Golfo degli Stati Uniti potrebbe rilasciare nell’aria una quantità di gas serra equivalente a quella di 131 centrali a carbone. Questo è quanto afferma una ricerca dell’Università del Texas, che ha studiato nel dettaglio le conseguenze del piano energetico multimiliardario.

 

Nello specifico, la ricerca ha calcolato che il boom di progetti energetici presentati per il Texas e la Louisiana potrebbero generare 541 milioni di tonnellate di gas serra entro il prossimo decennio, contribuendo considerevolmente al riscaldamento globale. Secondo lo studio, infatti, il potenziamento petrolchimico della Costa del Golfo da solo sarebbe in grado di generare oltre l’8% delle emissioni totali di gas serra degli Stati Uniti.

 

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La metodologia applicata nello studio sui nuovi impianti petrolchimici è stata una semplice analisi basata su dati pubblici, individuando la quantità di emissioni provenienti da fonti industriali che generalmente non attirano molta attenzione, come i cracker per etano e i terminali GNL. Queste strutture, infatti, possono funzionare per decenni ed è quindi fondamentale comprendere l’impatto a lungo termine che avranno sulle emissioni di gas a effetto serra.

 

Già durante lo scorso decennio, un’ondata di combustibili fossili ha sommerso gli USA con circa 200 miliardi di dollari in progetti dedicati all’estrazione di gas di scisto. Secondo un report rilasciato dalla Texas Oil & Gas Association, le tasse sulla produzione di energia dovute allo sfruttamento del gas naturale avrebbero generato, per il solo 2019, 16 miliardi di dollari da reinvestire in scuole, strade, servizi di emergenza e assistenza sanitaria nell’ambito dei confini dello Stato.

 

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In risposta a questo report, i ricercatori dell’Università del Texas hanno cercato di concentrarsi sul costo ambientale dei nuovi progetti di impianti petrolchimici, dimostrando che i terminali di stoccaggio, gli oleodotti e le raffinerie proposti in Texas genererebbero all’incirca l’82% delle emissioni di gas serra dello Stato, le cui raffinerie rappresentano il 48% della capacità energetica degli interi Stati Uniti insieme a quelle della Louisiana.

 

“Il Texas si sta imbarcando in un progetto folle, costruendo infrastrutture che ci bloccheranno in decenni di inquinamento da combustibili fossili e comprometteranno la nostra capacità di raggiungere la neutralità climatica”, ha detto Emma Pabst dell’Environment Texas. Tuttavia, il gas naturale a basso costo proveniente dai campi di scisto sta continuando ad alimentare l’espansione delle raffinerie e degli impianti chimici della regione del Golfo, e la sua abbondante produzione a buon mercato rende più difficile contrastare la nascita di impianti petrolchimici.

 

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