• Articolo Roma, 11 settembre 2017
  • Italian Climate Network: SEN2017, ecco i nove punti da migliorare

  • L’organizzazione ha svolto un’approfondita analisi della SEN “evidenziando carenze dal punto di vista dell’ambizione necessaria a raggiungere quanto sottoscritto a Parigi”

Italian Climate Network: SEN2017, ecco i nove punti da migliorare

 

(Rinnovabili.it) – Il 12 settembre si chiuderà la consultazione pubblica della SEN2017, il documento contenente la Strategia energetica nazionale su cui indirizzare lo sviluppo italiano da qui al 2030. La visione governativa di quello che sarà il futuro dell’energia nazionale dovrebbe, almeno in teoria, sposare l’impegno preso da Roma all’interno dei negoziati climatici e, più precisamente, con la ratifica dell’Accordo di Parigi. Ma quello che è emerso fin da subito dalla SEN2017 è uno scollamento, neppure troppo nascosto, dagli obiettivi finali del patto internazionale sul climate change. Un’incongruenza che oggi è sottolineata anche da Italian Climate Network, l’organizzazione nazionale che si occupa di cambiamenti climatici.

 

>>Strategia energetica nazionale (SEN), il testo in consultazione<<

 

L’associazione ha analizzato il documento in consultazione e redatto le proprie osservazioni in merito. “La Strategia Energetica Nazionale (SEN) determinerà la traiettoria che lo sviluppo del Paese seguirà nei prossimi decenni. – afferma Serena Giacomin, Presidente di Italian Climate Network Onlus – “Il contesto climatico sempre più complesso che stiamo consegnando alle giovani generazioni impone obiettivi più ambiziosi e soprattutto lungimiranti, nel rispetto degli accordi internazionali sottoscritti dall’Italia. La spinta verso un sistema energetico sostenibile a livello ambientale dovrà essere decisa ed è opportuno sottolineare come una riduzione dei gas climalternati avrà anche una grande valenza economica già quantificabile, con un conseguente beneficio per il sistema-paese. In caso contrario pagheremo il prezzo di un Paese meno sicuro e sviluppato”. 

 

L’analisi dell’organizzazione ha portato ad evidenziare 9 punti critici:

  1. Visione limitata e obiettivi poco ambiziosi
  2. Mancanza di congruenza degli scenari della Strategia con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi
  3. Necessità di una spinta decisiva verso l’elettrificazione del sistema energetico
  4. Problemi ambientali legati all’incentivo degli apparecchi a biomassa di piccola taglia
  5. Necessità di una drastica riduzione della domanda di energia soprattutto nel o nel settore residenziale
  6. Nessun accenno il tema dei sussidi alle fonti fossili
  7. Mancanza di un maggior coordinamento dei piani energetici e ambientali
  8. Valutazione economica dei benefici delle riduzioni delle emissioni climalteranti
  9. Mancanza di un coerente approccio integrato con il recente piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC)

 

Leggi qui il documento completo dell’Italian Climate Network

Un Commento

  1. Alberto Lodi
    Posted settembre 11, 2017 at 11:33 pm

    Concordo con le osservazioni di italian Climate Network. Da parte mia aggiungerei solo 2 punti, per quanto riguarda il settore trasporti:
    1) Programmazione dello sviluppo della mobilità elettrica ad H2 (idrogeno prodotto da impianti a energie rinnovabili). Ritengo infatti poco realistico pensare di alimentare la ricarica di un futuro grande quantitativo (al limite il 100% del parco circolante) di veicoli leggeri e pesanti, dalla sola rete elettrica. Questo grandissimo quantitativo di energia supplementare va prima prodotto, poi distribuito dalla rete, poi fornito dalle colonnine di ricarica agli automezzi. Inoltre i tempi di ricarica non potranno comprimersi oltre certi limiti ed è improbabile che scendano fino ai tempi di rifornimento (< 5 minuti) dei combustibili liquidi o gassosi in un serbatoio. Ciò genererebbe lunghissime ed improponibili attese alle colonnine di ricarica (ed un enorme numero di colonnine da collocare sul territorio, dati i lunghi tempi di ricarica). Dunque, anche in presenza di un auspicato forte sviluppo della mobilità elettrica, uno sviluppo della generazione elettrica a bordo dell'auto ad Idrogeno, si rivelerà comunque necessaria, in particolare nei percorsi extra-urbani.
    2) Incentivazione delle auto ibride nel breve periodo, per generare sensibili diminuzioni di emissioni gas serra, in attesa dello sviluppo della mobilità elettrica / ad Idrogeno.

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

Puoi usare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Current ye@r *