• Articolo Parigi, 27 aprile 2016
  • La Francia crede nelle rinnovabili marine: 100MW al 2023 da onde e maree

  • Parigi definisce gli obiettivi di sviluppo delle rinnovabili, rivedendo al rialzo i target per l’eolico ed energia marina

La Francia crede nelle rinnovabili marine: 100MW al 2023 da onde e maree

 

(Rinnovabili.it) – Nel futuro 2023 della Francia c’è il mare. Un mare dove far crescere l’energia pulita nazionale. Il governo ha rivelato oggi i nuovi target 2023 per le rinnovabili marine dimostrando ancora una volta di voler entrare a gamba tesa nella corsa allo sviluppo di tecnologie di produzione elettrica offshore a emissioni zero. E senza aspettare la pubblicazione della Programmazione pluriennale per l’energia (DPI) messa in consultazione, con un decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 26 aprile, Parigi ha definito gli obiettivi di sviluppo delle energie rinnovabili per i diversi settori (eolico, solare, biogas, ecc) da raggiungere entro il 2023.

 

L’annuncio è arrivato direttamente dal ministro all’Ambiente, Ségolène Royal, che ha spiegato come il provvedimento preveda un aumento consistente della capacità installata di energia elettrica da fonti rinnovabili rispetto al 2015 (idroelettrico escluso). Raggiungere la meta per la Francia significherà portare tale quota a 71-78 GW contro i 43 GW di oggi. Il Paese avrebbe la strada spianata per raggiungere il 32% del consumo finale lordo di energia nel 2030 coperto dalle fonti alternative.

 

Cuore del piano, le rinnovabili marine. Nonostante la gioventù di questo tipo di tecnologie, il provvedimento punta in alto: in sette anni prevede di riuscire a istallare 100 MW elettrici da ottenere con impianti di sfruttamento dell’energia di onde e maree, e di eolico galleggiante. Il documento del governo francese comprende anche gli obiettivi riveduti per l’eolico offshore “tradizionale” (differisce da quello galleggiante essenzialmente per la tipologia di fondamenta), fissando l’obiettivo di potenza installata a 3000 MW entro il 2023.

 

In realtà il decreto riporta specifici target per tutte le fonti rinnovabili, tra cui quella fotovoltaica, ovvero raggiungere un 20,2 GW di potenza cumulata, e per l’eolico a terra, 25 GW di potenza cumulata. Un altro obiettivo dichiarato è quello di aumentare di oltre il 50% produzione di calore da fonti rinnovabili (rispetto al 2014). Quest’ambizione richiede, tra l’altro, un incremento di oltre il 20% della produzione di calore da biomassa, moltiplicando per 7 il contributo del biogas da digestione anaerobica, per 4 quello della geotermia, e con un aumento di oltre l’80% del solare termico.

5 Commenti

  1. Guido
    Posted aprile 30, 2016 at 10:45 am

    Il biogas è rinnovabile, ma aumenta CO2 ecc. Meglio del petrolio, però senza esagerare

    • Luca
      Posted maggio 21, 2016 at 8:10 pm

      Scusa ma questa é un’autentica p………………………………….; come tutte le biomasse di scarto (non di prima generazione) e i biocombustibili derivati, la quantità di CO2 emessa dalla loro combustione é esattamente la stessa che la pianta (dalla quale deriva lo scarto) ha sequestrato (per produrre la biomassa) al massimo 2 o 5 anni prima della combustione (valori per gli arboreti, SRF e MRF, coltivati per ottenere legname da opera e servizi ecosistemici come la fitodepurazione o la conservazione della biodiversità).
      Nel caso della FORSU (frazione biodegradabile rifiuti solidi urbani) destinata alla produzione di biogas (e compost e biometano e bioidrogeno!) la pianta é veramente cresciuta pochi mesi prima!!!!!!!

  2. Ettore
    Posted maggio 15, 2016 at 11:49 pm

    Il mare è il futuro

  3. Giovanni
    Posted maggio 19, 2016 at 8:59 am

    Anche l’Italia dovrebbe puntare sull’energia delle onde marine, investire nella ricerca in questo settore.

    • Francesco Arat
      Posted maggio 31, 2016 at 2:45 pm

      Il mediterraneo è un mare chiuso, le onde sono piccole e le maree enormemente più lievi rispetto a quelle oceaniche.

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