• Articolo Torino, 6 agosto 2015
  • A Pantelleria il Polito sperimenta l’energia dalle onde

  • Il 7 agosto sarà ormeggiato, a 800 m dalla costa di Pantelleria, l’innovativo convertitore ISWEC realizzato dal Politecnico di Torino e dallo spin off Wave for Energy

A Pantelleria il Polito sperimenta l'energia dalle onde

 

(Rinnovabili.it) – E’ tempo di guardare all’energia dalle onde anche per l’Italia. Il Belpaese non si tira indietro dalle sperimentazioni in questo innovativo settore come dimostra l’ultimo prototipo di generatore marino di elettricità ISWEC (acronimo inglese di Inertial Sea Wave Energy Converter). L’innovativo convertitore è frutto della collaborazione tecnica fra il Politecnico di Torino e lo spin off Wave for Energy e di ben 10 anni di ricerche condotte dal gruppo coordinato da Giuliana  Mattiazzo ed Ermanno Giorcelli del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale.

 

Il risultato è nuovo macchinario composto da un gruppo giroscopico alloggiato all’interno di un galleggiante ormeggiato sul fondale marino. L’interazione tra le onde del mare, lo scafo e il sistema giroscopico all’interno permette la generazione di energia elettrica da immettere in rete.

 

ISWEC, dal laboratorio alle acque di Pantelleria

Dopo il primo concept sviluppato nel 2006, ne è seguita la validazione sperimentale sul sistema in scala 1:8, condotta nella vasca navale dell’INSEAN, per poi giungere, nel febbraio del 2012, alla sua release finale in scala 1:1, pronta finalmente per la messa in mare. ISWEC sarà messo alla prova a partire dal 7 agosto. Per questa data infatti è prevista l’istallazione a 800 m dalla costa di Pantelleria e 35 m di profondità, sito identificato come il più idoneo per consentire al sistema di adattarsi alla variazione delle caratteristiche meteomarine, ottimizzando la produttività la sua produttività. Nella prima fase di esercizio verrà unicamente valutata la prestazione e il funzionamento: il generatore (8X15X4,5 metri) non sarà connesso alla rete elettrica dell’isola, ma dissiperà su un array di resistenze; solo in un secondo momento si provvederà alla posa del cavidotto ed alla successiva connessione alla rete di distribuzione.

 

“Rispetto agli altri sistemi in fase di sviluppo in Europa  – spiega il Politecnico di Torino in una nota stampa – ISWEC si distingue per l’assenza di organi in moto relativo in acqua in quanto tutto il gruppo di conversione è alloggiato in un ambiente stagno all’interno del corpo galleggiante, per un impatto ambientale estremamente ridotto in quanto non richiede per il suo funzionamento vincoli fissi sul fondale ma solo di un ormeggio e per l’adattabilità alle diverse condizioni d’onda, incrementando la produttività del sistema”. Il dispositivo, promettono i progettisti, consentirà di produrre energia elettrica ad un costo più competitivo rispetto a quello necessario per produrre elettricità sull’isola di Pantelleria.

Un Commento

  1. Giulio M.Pancaldo
    Posted giugno 10, 2016 at 7:02 pm

    La Sicilia, sono sicuro, nel giro di pochi anni, farà tesoro di queste nuove energie rinnovabili.
    In Sicilia l’acqua scarseggia ma i livelli dei mari aumentano sempre più; perché non abbeverarci
    con l’acqua dissalata?
    In Sicilia abbiamo tanto sole, tanto mare e tantissimo vento, come nel Golfo di Patti che abbraccia
    le Isole Eolie. Perché non cercare di smantellare tutti i Petrolchimici dell’isola, in modo da
    riconvertire tutto in Porti turistici e Aereoporti turistici?
    Quanto lavoro si creerebbe, e quanto benessere, in tutti i sensi?

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