• Articolo Milano, 16 novembre 2011
  • Siemens aumenta al 45% la quota di partecipazione nella società Marine Current Turbines

  • Micheal Axmann: “Con questa operazione, Siemens rafforzerà le sue attività nel settore dell’ocean power”

A partire dal 1 ottobre 2011, Siemens ha riorganizzato il proprio business delle fonti rinnovabili scindendo la Divisione Renewable Energy nelle due nuove Divisioni Wind Power e Solar & Hydro.
Nel febbraio 2010, Siemens ha acquisito una quota di minoranza della britannica Marine Current Turbines (MCT), azienda che, con circa 25 collaboratori, è ora leader nel mercato delle turbine marine ad asse orizzontale. Con questa operazione, Siemens è così entrata nel promettente in settore dell’ocean power, tuttora in rapida crescita.
Entro il 2020, gli analisti prevedono per il mercato dell’energia prodotta dalle correnti marine un tasso di crescita a doppia cifra con un potenziale mondiale di produzione energetica equivalente a circa 800 terawatt-ora (TWh) annui; una cifra pari circa al 25% della domanda di energia complessiva della Germania e al 3-4% del consumo energetico mondiale.

Andrew Tyler, CEO di MCT, ha affermato: “Grazie alla partnership con Siemens, abbiamo ulteriormente rafforzato la nostra posizione nel mercato dell’ocean power. Il sostegno di Siemens, uno dei più grandi player industriali al mondo, è essenziale per avviare il processo di commercializzazione della nostra comprovata tecnologia. Non solo, grazie a quest’ulteriore investimento di Siemens e al supporto ricevuto dal Governo inglese, stiamo dando a tutti i nostri investitori la fiducia di cui hanno bisogno per supportarci nella riuscita non solo di questi progetti ma anche di quelli a venire”.
Marine Current Turbines ha intenzione di presentare questo novembre i suoi due Project Investment Prospectuses: il progetto Kyle Rhea, da 8 megawatt (MW), in Scozia e il progetto Anglesey Skerries, da 10 MW, in Galles. Per entrambi i progetti, i contratti di locazione sono già stati approvati dalla finanziaria The Crown Estate.
Il Governo inglese, inoltre, il 20 ottobre ha dichiarato di sostenere i progetti di MCT attribuendo 5 “certificati verdi” ROC (Renewable Obligation Certificate) per MWh.
Infine, Marine Current Turbines ha già ottenuto, sempre dalla finanziaria The Crown Estate, l’approvazione per un contratto di locazione che consente la costruzione di un parco di turbine marine con una capacità combinata di 100 MW al largo di Brough Ness, la punta meridionale delle Orkney Island, in Scozia.

MCT ha implementato con successo SeaGen, il primo progetto dimostrativo con finalità commerciali, a Strangford Lough, in Irlanda del Nord. A partire da novembre 2008, due turbine assiali con una capacità combinata di 1,2 MW hanno immesso nella rete energia sufficiente a coprire il fabbisogno di circa 1.500 abitazioni. SeaGen, attualmente la più potente turbina marina del mondo, ha generato dalla sua attivazione circa 2,7 GWh di elettricità.

Le turbine marine progettate da MCT sono fissate su una struttura e azionate dal flusso delle maree, producendo energia attraverso il moto generato dall’acqua – una tecnologia che potrebbe essere paragonata a quella di una turbina eolica sottomarina. Le pale del rotore, anziché dal vento, vengono azionate dalle correnti marine, sfruttando così la densità di energia dell’acqua, 800 volte superiore a quella del vento. Due rotori gemelli ruotano grazie al movimento del flusso delle maree e beccheggiano con un angolo fino a 180° per allinearsi in maniera ottimale alla direzione e alla velocità della marea. Il vantaggio chiave di questa tecnologia consiste nel fatto che l’energia generata è prevedibile in base al ciclo della marea.

Le turbine marine fanno parte del portfolio ambientale di Siemens. Nell’anno fiscale 2010, il fatturato derivante da tale portfolio ha registrato un totale di circa 28 miliardi di euro, attestando Siemens quale primo fornitore al mondo nell’offerta di tecnologie ecofriendly. Considerando lo stesso periodo, i prodotti e le soluzioni Siemens hanno permesso ai clienti di ridurre le proprie emissioni di CO2 di 270 milioni di tonnellate, una cifra che corrisponde alla somma delle emissioni annuali di Hong Kong, Londra, New York, Tokyo, Delhi e Singapore.  (Fonte: Siemens)